Quello che doveva essere un colpo facile ha avuto un tragi-comico finale: un colpo di arma da fuoco partito accidentalmente dalla pistola di uno dei due rapinatori ha colpito alla testa il suo complice.
Dinamica dei fatti: Calogero C., titolare di una tabaccheria a Milano, stava rientrando a casa con in mano una valigietta contenente l’incasso settimanale di 30000 euro. Mentre stava parcheggiando, i due rapinatori – a bordo di una golf – si sono avvicinati alla vittima e hanno intimato all’uomo di cedere la borsa, ma il tabaccaio ha opposto resistenza tenendo ben stretto l’incasso. Il primo aggressore, tentando di colpire con il calcio della pistola il tabaccaio, ha fatto partire un colpo di pistola, che ha colpito alla testa il complice.
Il primo aggressore è riuscito ugualmente ad appropriarsi della valigietta e si è dato alla fuga, lasciando il complice esanime a terra. L’aggredito ha quindi avvisato carabinieri e pronto soccorso.
L’aggressore è successivamente morto, in ospedale. L’uomo addosso non aveva documenti ma un atto di citazione giudiziaria nel quale compare il nome di uno straniero, un albanese. Potrebbe trattarsi proprio del malvivente morto.
Solo il tabaccaio vittima della rapina potrà rispondere alla domanda: colpo accidentale o eliminazione da parte dell’aggressore di un complice con il quale avrebbe dovuto dividere il malloppo? [www.magnaromagna.it]







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