Dopo i bounty-killer ecco i mosca-killer: l’amministrazione offre ricompensa per ogni mosca morta consegnata. E la caccia alle mosche diventa un business per bambini giocherelloni. E’ una delle molteplici campagne attuate in Cina per migliorare l’immagine dl paese. E’ luogo comune che in Cina le condizioni igieniche e il rispetto dell’ambiente non siano il massimo, per dirla con un eufemismo. Opinione che poi trova conferma nei tanti e recenti scandali igienico-alimentari degli ultimi mesi. L’invasione di 2 miliardi di topi nella zona centrale della Cina non aiuta certo a migliorare l’immagine del paese. E la condanna a morte di un funzionario statale riconosciuto colpevole di aver falsificato certificazioni di qualità su generi alimentari (provocando la morte di 13 bambini per essersi nutriti di latte in polvere totalmente privo di sostanze nutrienti) è solo un tentativo di riabilitare la qualità dei prodotti cinesi. Una delle campagne per ripulire la città e promuovere l’igiene arriva da Luoyang, dove l’amministrazione sta pagando l’equivalente di 3 pence per ogni mosca morta consegnata:
Abbiamo pensato che dare dei soldi alla gente sia più efficace per tenere pulita la città
ha dichiarato Hu Guisheng, direttore del distretto di Xigong. In una sola giornata il suo ufficio ha raccolto più di 2000 cadaveri di mosche, pagando una somma di circa 90 euro (ndr). Bande di residenti locali stanno girando la città alla caccia di mosche da consegnare in comune! Immediate le critiche all’iniziativa: sarebbe più utile ripulire i luoghi dove le mosche prosperano che non mandare questi bounty killers in giro per la città. Sicuramente questa iniziativa piace molto ai genitori di bambini che, opportunamente sguinzagliati, trasformeranno un gioco in un’entrata aggiuntiva per la famiglia [www.magnaromagna.it - Foto: Ananova Ltd]







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