Canone speciale RAI: chi lo deve pagare e modulo per esenzione

La RAI ti ha inviato una richiesta del pagamento del Canone Speciale? Forse, anzi probabilmente, non la devi pagare. Ecco come sapere se sei tenuto al pagamento e il modulo da inviare per ottenere l’esenzione.

A molti titolari di partita iva è arrivata un’ingiunzione di pagamento del canone speciale Rai come la seguente. Vediamo di cosa si tratta e come fare per non pagare l’ingiusto balzello:

Vi informiamo che le vigenti disposizioni normative impongono l’obbligo del pagamento di un canone speciale a chiunque detenga, fuori dall’ambito familiare, uno o più apparecchi atti o adattabili – quindi muniti di sintonizzatore – alla ricezione delle trasmissioni televisive, indipendentemente dall’uso al quale gli stessi vengono adibiti.
E’ determinante pertanto la detenzione dell’apparecchio, indipendentemente dall’eventuale destinazione ad usi diversi dalla visione dei programmi televisivi (visione di filmati dimostrativi, televideo, sistemi di videosorveglianza, etc.).
Nel caso in cui non aveste ancora provveduto al pagamento del canone, pur detenendo tali apparecchiature presso i vostri locali, vi invitiamo ad effettuare il relativo versamento per evitare così di incorrere nelle sazioni previste dalla legge.
Pertanto per agevolarvi nel pagamento, alleghiamo un bollettino di c/c postale 2105 già compilato, il cui importo è deducibile dal reddito di impresa [..]

Si parla quindi di canone speciale, non del classico abbonamento rai-tv che pagano le famiglie, che è stato richiesto a moltissimi titolari di partita iva.

canone speciale rai? come non pagarlo

Premessa: cos’è il canone RAI e perchè lo devo pagare?

E’ una tassa sul possesso di apparecchi in grado di ricevere i canali radio televisivi. In breve, non importa che guardiamo i canali Rai nè tantomeno la televisione. Riguarda il possesso di tali apparecchi. Quindi, nonostante i programmi RAI mostrino molti spot pubblicitari all’interno dei loro palinsesti (ad esclusione forse del solo canale RaiYoYo, dopo lotta iniziata dal M5Stelle per evitare che i più piccoli fossero esposti alle pubblicità), si deve pagare una tassa annuale, superiore ai 100 euro (altrimenti come si potrebbero pagare i compensi faraonici dei conduttori e degli ospiti ai vari programmi?). Per non pagare il canone “classico” bisogna cadere tra le esenzioni, come ad esempio avere più di 75 anni compiuti. Oltre a questo canone, esiste anche un canone “speciale” per le attività che sono dotate di apparecchi televisivi. Vediamo di cosa si tratta.

Che cos’è il Canone Speciale Rai? Chi lo deve pagare?

Ecco cosa dice la Rai e il riferimento alla relativa legge:

Devono pagare il canone speciale coloro che detengono uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o comunque fuori dell’ambito familiare, o che li impiegano a scopo di lucro diretto o indiretto. R.D.L.21/02/1938 n.246 e D.L.Lt.21/12/1944 n.458

In sostanza, basta la mera detenzione: non è importante che l’apparecchio venga effettivamente utilizzato o che sia funzionante. Inoltre specifica “al di fuori dell’ambito familiare”, ovvero utilizzati nell’esercizio di un’attività commerciale per scopi di lucro diretto o indiretto. Significa che non si parla del canone classico (quello che pagano le famiglie, di cui alla premessa) ma di un canone che deve pagare chi ha la partita iva, indipendentemente dall’effettivo guadagno (non solo ristoranti, bar e hotels, ma anche uffici, la sala d’aspetto del dentista, l’impianto di videosorveglianza….)

In breve, se hai partita iva, è probabile che ti arrivi la richiesta di pagamento, perchè la RAI presuppone che tu abbia qualche apparecchio televisivo fuori dall’ambito familiare. E qui devi controllare che tipo di apparecchio hai e se puoi ottenere l’esenzione dal pagamento

Quali dispositivi devono pagare il canone speciale Rai?

La normativa vigente è il RDL 246/1938. Sì, del 1938, emanato da Mussolini. Il canone Rai si basa su un mondo lontano, quando la tv in casa non era neanche nei sogni delle persone. E infatti tale decreto anteguerra parla di “apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni” . Radioaudizioni, ovvero ascoltare la radio, perchè la tv ancora non esisteva. Quindi il 22 febbraio 2012 il Ministero dello Sviluppo Economico-Dipartimento per le Comunicazioni ha precisato che sono assoggettabili al pagamento del canone

tutte le apparecchiature munite di sintonizzatore per la ricezione del segnale (terrestre o satellitare) di radiodiffusione dall”antenna radiotelevisiva”

In questa nota ha specificato che personal computer che consentono la visione (o anche il semplice ascolto) dei programmi radiotelevisivi via Internet e non attraverso la ricezione del segnale terrestre o satellitare non sono assoggettabili a canone. Mentre la detenzione di una vecchia tv, magari da tenere come soprammobile vintage, deve pagare il canone anche se privata del sintonizzatore stesso. Ecco la tabella ufficiale (fonte: sito abbonamenti.rai.it) che ti aiuta a comprendere se hai o non hai l’apparecchio assoggettabile al canone:
tabella apparecchi tv soggetti canone rai
Pertanto, se la tua attività non ha un televisore (ad esempio hai solo un computer, oppure uno smartphone), puoi rifiutare di pagare il canone speciale, ma devi inviare raccomandata (via posta o tramite fax) alla sede regionale della RAI per attestare che non hai apparecchi che ricadono nell’obbligo del pagamento)

Modulo richiesta esenzione canone speciale RAI

Questo seguente è il modulo gratuito, da scaricare, compilare ed inviare alla sede regionale della RAI. Ricordarsi di citare il numero di avviso che è presente nella lettera che ci è arrivata dalla Rai (si trova in alto, in grassetto, in evidenza) ed i propri dati (numero di partita iva, codice fiscale) : Scarica Modulo (formato pdf)

Infine, una piccola curiosità: perchè questo articolo è sotto la categoria hoax e bufale? Perchè penso che inviare un avviso di pagamento con tanto di bollettino postale a chi non è tenuto a pagare, lasciandogli tutto l’onere di informarsi, equivalga ad un tentativo di truffa, cosa ancora più ingiusta se si pensa che il destinatario ha già pagato anche l’odioso canone classico…

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