Idee per scherzi di addio al celibato – parte 1

Che scherzetti bastardi fare al futuro sposo? Anche l’organizzazione dell’addio al celibato può essere un bel momento di ritrovo tra gli amici, che bastardamente possono fare dei brainstorming delle idee più goliardiche possibili. Oltre alla sezione scherzi per matrimonio eccovi un racconto di quanto capitatomi per dare qualche spunto..

Nel nostro gruppo da anni ci si ritrova per lo sposo di turno: qualche mese prima dell’addio al celibato comincia un fitto scambio di email con idee e proposte da cui estrarre quelle fattibili. Premessa: a noi piace fare cose originali o comunque strettamente legate al vissuto del nubendo, lungi da noi il classico e squallido night. Anche se a onor del vero, qualche anno fa allo sposo che organizzammo una 2 giorni tra rafting sulle cascate, cena in spiaggia e gran premio con go-kart (appassionato di queste cose) alla fine dei 2 giorni chiese: “e le donne?”.
Quindi un buon punto di partenza è individuare passioni e particolarità del futuro sposo, e da qui cercare di organizzare una gita ricca di zingarate. Di seguito un breve resoconto di quanto hanno fatto a me, ovviamente con citazioni alla “Magnaromagna” e alla mia vita.

Prima parte: la caccia al tesoro
Già, perchè gli “amici” (le virgolette sono d’obbligo in un gruppetto particolarmente goliardico come il nostro) non solo hanno preparato un lungo addio al celibato, ma mi hanno organizzato una caccia al tesoro che ha richiesto un “tributo” di giorni e chilometri, il tutto per arrivare ad una lista di cose da fare/portare pena depilazione…
La prima convocazione è arrivata tramite lettera del tribunale. L’amico avvocheto ha utilizzato una vera busta verde (quelle che quando ti arrivano o hai preso l’autovelox oppure è un’ingiunzione del tribunale) e mi ha fatto recapitare una richiesta di comparizione. Per una serie di circostanze sono veramente riusciti a farmi prendere un accidente: proprio in settimana avevo chiesto un consulto legale perchè qualcuno voleva querelare il sito Magnaromagna (!) e proprio quando mi è arrivata la telefonata che era arrivata una busta verde io stavo parlando con una persona che mi raccontava il paradosso della giustizia italiana in cui si trovava (ha ragione ma dovrà aspettare anni e anni..). Insomma, come mettere paura a chi è tranquillo. Un po’ come se in auto andiamo sempre piano ma ci sorge il dubbio di aver preso l’autovelox dove c’era il limite dei 30! E oltre a queste coincidenze, nell’aprire la busta verde ho saltato pari pari la pappardella iniziale (tutta la parte burocratica di presentazione) per addentrarmi nelle motivazioni di tale provvedimento. Non l’avessi mai fatto: nella presentazione iniziale avrei capito che si trattava di uno scherzo, e invece ho letto direttamente la parte ben scritta dall’avvocheto Paolo in cui il legalese e il burocratese ti gettano in quello stato di confusione, di “colpevolezza” anche se non sai di cosa si parla. Fino alla citazione “ad cazzum canis”.. e lì ho capito! Tutta la missiva, oltre a prendermi variamente per i fondelli, mi intimava a presentarmi in un certo bar, un certo giovedì ad una certa ora ed ordinare un liquore Ouzo. Premessa: gli “amici” sanno che sono astemio, ma sanno anche che all’età di 18anni l’unica “sbronza” la presi bevendo ouzo per scherzo. Si prospetta un tour de force…

Tornato dalla sicilia per stare 1 settimana in romagna e affrontare questo addio al celibato, mi presento al bar “Al punto” di Faenza, gestito da due simpatici vecchietti. Ordino Ouzo (46 gradi!), questi capiscono chi sono e fanno un bicchierone. Riesco a finirlo in 5 minuti… al che mi fanno un indovinello. Credo di averci azzeccato, ma loro – d’accordo con gli “amici” – dicono che ho sbagliato (a prescindere!) e me ne fanno un altro! Bello pieno. Ci ho messo altri 10 minuti. Alla fine dell’equivalente di 6 bicchierini mi danno la busta numero 1, con i vari indizi. Esco dal locale, forse facendo gli scalini a 2 a 2, brovo ad abrire la biusta ma boh. A beh. Buh. A sì sì. Quindi? Ah già. TUtto gira. Barcollo ma non mollo. Devo fare fondo, devo mangiare. Pizza al taglio. Ricordo vagamente l’espressione della commessa: quando ho ordinato la pizza devo averla imbiancata con l’alito alcolico. Mangio, comincio a camminare per il centro di Faenza, caldo, caldo, devo mangiare. Non posso guidare così. Un gelato. Ricordo di aver camminato per ore per smaltire, e una sosta davanti a un kebabbaro. Che mi sia mangiato anche un kebab? Boh. Avanti con i suggerimenti per altri addii al celibato.
Istruzioni della busta numero 1: andare in un paesino a circa 40km da casa e fare una foto sotto al cartello stradale di Mezzano (Ra) insieme ad una scritta realizzata su carta igienica con la dicitura “A so’ un pataca, i m’ha squert” (Sono un patacca, mi hanno scoperto). Perchè? Perchè a 16 anni ho fatto la mia prima “fuitina d’amore”, scappando da un campo scuola organizzato dalla parrocchia, sulle dolomiti. Accampai la scusa che stavo poco bene, e tutti andarono in passeggiata in montagna, mentre io mi alzavo e camminavo verso la mia bella, ignaro che prete e compagnia bella sarebbero tornati in anticipo, beccandomi clamorosamente per strada e facendomi ritrovare la scritta “Franco, bèla figura, a t’avè squert” realizzata su carta igienica sulla porta della Gasthof Irma.

a so' un pataca

Per realizzare questo autoscatto c’è voluta mezza giornata: trovare il paesino, riuscire ad agghindare il cartello con carta igienica e farmi la foto da portare al parroco di allora. Però prima dovevo comprare una copia di PlayBoy e andare da un prete (che non vedo da 20anni) e fotografarci insieme mentre lo sfogliamo!

L’indomani, tra una commissione e l’altra per il matrimonio (tipo cercare le scarpe, passare dal sarto, portare partecipazioni ai parenti, ecc.) mi appropinquo dal Don, con la mia bella copia di PlayBoy. Anche lui mi prende in giro sui giri che mi faranno fare ma acconsente alla foto. Anche questa è fatta, e mi consegna la busta numero 2. Istruzioni della busta numero 2: andare all’eremo di S.Antonio, sopra Monte Paolo, e li risolvere un altro enigma per andare avanti nella caccia. Monte Paolo era un altro posto da campo scuola. Ricordi bellissimi, tante passeggiate nel bosco, giochi, conoscenze. Ma l’eremo in questione è anche questo ad 50km circa da casa. Parto con un gran caldo (gli amici seguono da lontano questa mia caccia solitaria, facendo terrorismo del tipo “ti conviene sbrigarti… paghi penitenza..”) e una volta arrivato in cima devo lasciare l’auto e addentrarmi nel bosco a piedi, alla ricerca di questa grotta. Bellissimo sentiero, che consiglio a tutti. Dentro all’eremo cerco di risolvere l’enigma: “accendi un cero, ma dove c’era la cera c’eravamo anche noi, e dopo non c’era solo la cera. Comincia a ravanare”. E li ho cominciato a cercare. Devo omettere alcune cose, sta di fatto che solo dopo 30 minuti buoni ho trovato la busta numero 3. Vicini alla fine? Naaa, e siamo solo al secondo giorno. La busta, oltre ad altri codici parte di una password, conteneva altre istruzioni da leggere su un sito internet.
Torno a casa, vado sul sito e leggo: “torna al punto di partenza” (notare che Al Punto è il bar dove è iniziato tutto), “fai una foto con i baristi, guarda sopra l’attaccapanni e prendi la prima lettera e le ultime cifre della pubblicità dell’azienda agricola“. E’ venerdì e sono vicino a Cesena, in serata devo andare a Bologna, il tempo stringe. Andrò al bar sabato mattina. Mossa sbagliata: è chiuso! E così mi tocca tornarci il sabato pomeriggio.
Finalmente torno al punto di partenza, rivedo i baristi, faccio foto, trovo le lettere mancanti, si ritorna su internet (intanto sono passate altre preziosissime ore) e mi rimanda ad una pagina protetta dove devo comporre la password, formata dai codici via via raccolti nelle varie buste. Come entro nella pagina protetta agli “amici” arriva un sms di conferma che sono arrivato all’obiettivo. Finita? No, ora sono uccelli per diabetici. La pagina contiene un lungo elenco di cose da portare, pena penitenza. Alcune sono fattibili, altre sono praticamente impossibili. E’ sabato pomeriggio tardi (l’addio al celibato inizierà domenica mattina alle 7), si prospetta una lunga serata.

Nella prossima puntata: le cose insulse da portare e i video delle penitenze, del rapimento, della presa di San Marino…