Giacobazzi – Comico romagnolo
Giacobazzi è il sommo poveta (poeta in dialetto romagnolo). In Romagna è un mito grazie alle sue mitiche poesie, divertenti e veraci, grazie alle quali è giunto anche alla ribalta nazionale di Zelig. Insieme al compare Duilio Pizzocchi (altro “somaro” caricaturista) è presente in tantissime sagre emiliano-romagnole con il Costipanzo Show (nato come presa per il c… del Costanzo Show), dove fa il presentatore comico e dove recita le sue famose poVesie, in cui prende in giro tutta la realtà romagnola e non solo, sdoganando il dialetto romagnolo come lingua aulica… Ecco alcune delle poesie di Giacobazzi e alcune video performances. Nota: sono soprattutto da ascoltare!
Poesia Week end sulla neve (video da Zelig)
[youtube aSxgW8GEniw nolink]
10 anni di matrimonio (video da Zelig)
[youtube 2QNuUHAYZbM nolink]
Poesia O ragazzino con lo scooterino – (video dal Costipanzo Show)
[youtube DYCczxy_a-E nolink]
Poesia Oh Antonietta
Capello platinato, gonna corta
agile e scattante come una pantera morta.
Mi aveva detto che eri un amante ingorda
Però bisognava urlare perchè eri sorda.
Venisti verso di me, pensai: ha gli occhiali ma è una bella donna,
in quel mentre davi una picconata di faccia contro una colonna.
Ti offrii da bere tu dicesti: solo un bicchierino,
sparirono tre bottiglie perchè bevevi come un alpino.
Andammo a casa tua e hai detto: sono un po’ sudata, pazienza.
In realtà puzzavi come la distilleria di Faenza.
Ti sei tolta gli occhiali e andavi a tastoni
e ti sei bevuta ad occhi chiusi due bottiglie di Peroni.
E per dimostrarmi che eri una tipa tosta,
da due metri con un rutto, hai ammazzato una mosca.
Per baciarti, dicesti, voglio avere l’alito sopraffino,
e in un colpo ti sei scaraffata una boccia di vino.
Mi hai guardato di sbieco e mi hai detto: vedrai sarò grande,
e nel togliertele ti si è ingavagnato un orecchino nell’elastico delle mutande.
Oh Antonietta,
ti ho slegata, messa a letto e con dolcezza ti ho chiesto: va meglio nasino rosso?
Mi hai detto si e con un sorriso beato te la sei fatta addosso!
“Oh Bernardese (tifosi)” – Poesia
Quando la domenica ti vedo giocare
mi prende una sisma che mi vien da vomitare.
Tra i sostenitori c’è Mauro e Carlone
ma il capo è sempre lui… è Gigione(che fatoo sborone)
e se non fa gol il numero 9 Benassi,
i suoi amici per spronarlo ci tirano i sassi.
Mo quando gli altri tifosi fanno i cori,
Gigione fischia e per loro son dolori.
Tiran fuori le spranghe e gli ombrelli
che tutti rotti, gli avversari, son più belli.
E quella volta che abbiam giocato col Riccione?
Quante botte ha preso Gigione (che immenso sburone)!
Facciamo il coro per Sante,
il nostro difensore più grosso e più ignorante.
All’arbitro urlano: .
Ma lui non ascolta e se alla fine siamo i perdenti,
gli danno un mucchio di botte che buttano giù i denti.
E quella volta che abbiamo fatto invasione?
Mo quante manganellate che ha preso Gigione (che gigantesco sburone)!
Oh Bernardese,
che belle domeniche mi fai passare
anche se dopo devo portare Gigione in ospedale…
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