Aereo sul pentagono: miti e falsità

L’attentato al Pentagono: perche’ l’ipotesi che non fosse un aereo e’ una bufala

In generale: tutte le fotografie sono autentiche e non ritoccate (sono tratte direttamente da siti militari statunitensi), ma sono scelte ad arte per non far vedere i rottami dell’aereo e il suo punto d’impatto. Smontiamo punto per punto l’ipotesi del complotto ordita da asile.org

1) “Si vede chiaramente che solo il primo anello è stato toccato dall’aereo. I quattro anelli pi? interni sono intatti e sono stati danneggiati soltanto dall’incendio che si è sviluppato dopo l’esplosione. Riuscite a spiegare come un Boeing 757-200, del peso di circa 100 tonnellate che si schianta ad almeno 400km/h possa aver danneggiato soltanto la facciata del Pentagono?”

Non è vero che “solo il primo anello e’ stato toccato dall’aereo”. I danni si estendono fino al terzo anello e non solo a causa dell?incendio seguente: notare la macchia nera isolata NON circondata da zone bruciate (evidentemente causata da uno dei rottami)
Anche nella seconda foto presentata a sostegno della tesi di Asile.org i danni al secondo anello ci sono eccome: semplicemente sono mascherati dai detriti del primo anello.

2) “Si può notare che solo il piano terra e’ stato toccato dall’aereo. I quattro piani superiori sono crollati alle 10:10 circa. L’altezza dell’edificio ? di 24m. Riuscite a spiegare come un Boeing alto 13,6m, lungo 47,3 m, apertura alare di 47,32m ed una cabina larga 3,5m possa aver toccato soltanto il piano terra dell’edificio?

In realta’ non è vero che solo il piano terra e’ stato toccato. Anche qui Asile.org ha semplicemente scelto una foto in cui la breccia e’ coperta dai getti d’acqua dei pompieri. Inoltre l’altezza del Boeing citata (13,6 metri) si riferisce al velivolo appoggiato sul carrello e include anche le superfici verticali di coda. A carrello retratto (ossia con l’aereo appoggiato al suolo sul ventre o sui motori), e tralasciando le superfici di coda (che sono relativamente fragili e hanno poca massa, per cui causano danni trascurabili), l’altezza effettiva dell’aeroplano si riduce notevolmente. Le misure esatte del Boeing 757-200 sono disponibili presso Il disegno in scala del velivolo mostrato qui a lato è tratto dal sito ufficiale della Boeing, presso

4) “Domanda: sapendo che il Boeing 757-200 ha penetrato l’edificio all’altezza del piano terra, trovate nell’immagine qualche rottame dell’aereo.”

Nell’immagine scelta da Asile.org indubbiamente non ci sono tracce dell’aereo. Proviamo a metterci nella testa di un ingegnere: un aereo di oltre cento tonnellate, lanciato ad almeno 400 chilometri l’ora, cosa avrebbe dovuto fare, rimbalzare contro i muri del Pentagono?
Il motivo per cui non ci sono rottami all’esterno del Pentagono e’ molto semplice: l’aereo ha fatto quello che le leggi della fisica gli imponevano di fare, ossia e’ penetrato nell’edificio, esattamente come e’ successo tragicamente al World Trade Center. L’unica differenza e’ che nel caso del Pentagono il velivolo si e’ schiantato contro un edificio in cemento armato e kevlar anzichè in semplice acciaio, per cui gran parte del velivolo si e’ letteramente sbriciolata all’impatto e soltanto le parti piè solide in acciaio (i motori, per esempio) sono rimaste abbastanza intere da penetrare l’edificio. L’entita’ dei danni e’ ben visibile in una foto presente presso Urban Legends Reference Pages: Rumors of War (Hunt the Boeing!), che mostra l’area interessata dai lavori di ripristino. Se avete dubbi sugli effetti di una collisione fra un aereo e un edificio resistente, presso Sandia National Labs: Please update your bookmarks!, trovate i dati e il filmato di un famoso esperimento del 1988: lo schianto di un Phantom (aereo militare ben più robusto di un velivolo civile) contro un blocco di cemento armato a circa 700 km/h, ossia il doppio della velocità che secondo Asile.org avrebbe avuto il Boeing. Come vedete nella foto qui sotto, tratta dal medesimo sito (http://www.sandia.gov/media/images/jpg/f4_image2.jpg), l’aereo si sbriciola letteralmente contro il muro (va detto, pero’, che il blocco di cemento armato era spesso 3,7 metri, ben più dei muri del Pentagono, e che l’aereo non aveva carburante a bordo). In altri filmati dell’esperimento si nota che soltanto i motori del velivolo, fortemente deformati, penetrano parzialmente nel cemento armato. Ecco delle foto che mostrano alcuni piccoli rottami dell’aereo all’esterno del Pentagono, proiettati all’indietro dall’esplosione. E comunque i pezzi ci sono!

C’è anche il filmato dell’impatto dell’aereo sul Pentagono (CNN.com – Images show September 11 Pentagon crash – March 8, 2002, oppure qui).

Tuttavia alla risoluzione a cui è disponibile online, l’aereo è praticamente invisibile (nel primo fotogramma, qui sotto, si vede un minuscolo dettaglio di quella che sembra essere la deriva dell’aereo, al centro del cerchio arancione).

“E se l’aereo nel fotogramma e’ stato aggiunto digitalmente?” Ok, allora proseguiamo da un’altra strada.

6) “Potete spiegare perche’ il Segretario alla Difesa ha ritenuto necessario coprire il prato di sabbia e sassi nonostante esso non sia stato danneggiato dall’attentato?”

Provate a immaginarvi autobotti dei pompieri, autoambulanze, ecc. improvvisare una Parigi-Dakar tra buche, rottami (ah, pardon, non esistono?), macerie.. Il prato e’ stato coperto semplicemente per agevolare il transito dei mezzi pesanti di soccorso e ricostruzione. E’ una prassi comune quando occorre far lavorare dei veicoli molto pesanti in zone erbose e cedevoli. Inoltre non risulta che l’ordine sia partito dal Segretario alla Difesa: probabilmente è una piccola bugia per farlo sembrare l’ordine importante e inquietante.

3) “Riuscite a spiegare cosa sia accaduto alle ali dell’aereo e perchè queste non abbiano causato alcun danno?”

Ancora elusioni fotografiche: la foto che accompagna l’immagine sia stata inquadrata in modo da non far vedere le due grandi zone bruciate ai lati della breccia, che sono invece chiaramente visibili in questa foto tratta da Urban Legends Reference Pages: Rumors of War (Hunt the Boeing!)

5) “Riuscite a spiegare perche’ il comandante dei pompieri non riesce a dire dove si trovano i resti dell’aereo?”

Bugia. Il comandante dei pompieri non ha alcun problema a dire dove si trovano i resti dell’aereo. Dice infatti (come riportato dallo stesso Asile.org): “vi erano alcuni frammenti di aereo visibili dall’interno durante le operazioni di spegnimento dell’incendio di cui parlavo, ma non si trattava di rottami di grosse dimensioni. Non ci sono pezzi di fusoliera o cose simili.” In altre parole, i pezzi dell’aereo ci sono, ma sono tutti molto piccoli, come del resto ci sarebbe da aspettarsi da un impatto del genere.

7) “Riuscite a trovare il punto d’impatto dell’aereo?”

Il punto di impatto è coperto dai getti d’acqua dei mezzi di soccorso: sta proprio dietro il pompiere in piedi sulla sinistra, nella foto più piccola. Infatti notate che le finestre sono tutte inclinate pi? o meno partendo da metà dell’immagine verso sinistra, come se la struttura avesse ceduto in quella zona nella parte bassa dell’edificio. Guarda caso, Asile.org ha scelto proprio due foto in cui i getti sono disposti in modo da non far vedere bene la breccia, che percio’ si intuisce lo stesso se si guarda con calma l’immagine. Infatti, dopo la pubblicazione iniziale, Asile.org ha ammesso che questo sia il punto di impatto, e quindi ha cambiato radicalmente la propria ricostruzione dando vita alla Teoria del Missile
Occhio alle Bufale! [Franco dr. Baldisserri – https://www.magnaromagna.it]

FONTI: reseauvoltaire.net, asile.org | Fonti della smentita: Paolo di Attivissimo.net | www.snopes2.com | www.lemonde.fr/article/0,5987,3236?267442-,00.html

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