Storie divertenti a scuola

Leggende scolastiche e all’università


Facoltà di architettura in Roma (ndr: idem per Bari !): tre studenti da una parte, il professore dall’altra e in mezzo il progetto in esame, tavole, lucidi e quant’altro. Uno degli studenti difende animatamente le sue scelte, ne parla con competenza e pare ben preparato. Il secondo studente interviene di quando in quando; il terzo fa scena muta e non interviene mai nel discorso. Al termine della discussione il professore si rivolge al primo studente: “Lei ? preparato e mi piace la sua esposizione. Approvato con 28!”. Poi si rivolge al secondo studente: “Lei ha ancora qualche incertezza, ma mi pare abbastanza preparato. Approvato con 26!”. Al terzo studente: “Lei mi ha fatto scena muta, ragazzo mio! Pi? di 24 non posso proprio darle!!!”. E lo studente: “Ma guardi che io non debbo mica fare l’esame, sono solo venuto a vedere come andava l’appello ad un amico!!”

Esame di Matematica all’Universita’. Premessa: molti teoremi di matematica esordiscono con il classico incipit “Dato un e (epsilon; si scrive come un 3 rovesciato) piccolo a piacere, è possibile dimostrare che…”, dove con e piccolo a piacere si usa indicare un parametro che pu? raggiungere valori piccolissimi, ma comunque diversi da zero. Studente: “Sia dato un tre piccolo a piacere, è possibile dimostrare che…”. Professore (allibito): “Prego? sia dato cosa?”. Studente: “Un tre piccolo a piacere, no?”. Professore: “Ma guardi che questo (disegnandolo) è un epsilon, non un tre!!!”. Studente: “Ah! E pensare che l’ho corretto su tutto il libro!!!”. Professore: “Faccia una cosa, ora se ne vada e torni quando lo ha corretto tutto di nuovo…”. Variante: A questo aneddoto si associa anche la seguente variante: Studente: “Sia dato un e piccolo a piacere, è possibile dimostrare che…”. Professore: “Sì, vabbè, ma piccolo quanto?”. Studente (incerto): “A piacere…”. Professore: “Allora me lo faccia più piccolo”. Lo studente, evidentemente in stato confusionale, traccia un e di dimensioni minori. Professore: “No, lo faccia ancora più piccolo…”. Lo studente ha continuato a scrivere e micrometrici per un bel pezzo, prima di ammettere sconsolato che forse la sua preparazione lamentava qualche lacuna.


Durante il corso di Economia Aziendale per Ingegneria a Pisa, nell’anno accademico 1997/98, dei tizi si sono presi la briga di fare per tutto il semestre la firma di frequenza di una tale PINA BELLATO, che il professore ha ripetutamente chiamato a squarciagola durante l’appello all’esame. (Provate a chiamare prima il cognome e poi il nome) (L’aneddoto e’ riferito anche ad una certa NARA BOCCHI)

Università di Milano, facoltà di economia esame di analisi matematica. (segnalata da Massimo – Milano)
Premessa: in matematica il segno “!” (il punto esclamativo) ? il segno fattoriale, ed indica un numero moltiplicato per tutti i sui decrescenti (es: 4! = 4 x 3 x 2 x 1 = 24)
Una ragazza sta risolvendo un’equazione davanti al professore, durante un passaggio si dimentica di riscrivere il sibolo fattoriale ! accanto ad un 3.
Il professore le dice: “Signorina, non si è dimenticata qualcosa?” la ragazza guarda bene “no professore, mi sono accorta di tutto” “accorta?” risponde lui “si, mi sono accorta del 3 al denominatore, non si preoccupi” allora il professore “ma scusi cosa significa per lei quel punto esclamativo?” e lei candida “fratto 3 perbacco”!!
aneddoto universitario (by Massimo – Milano, che era presente):

Università di Milano, facoltà di economia lezione di analisi matematica sugli insiemi: il professore disegna alla lavagna tre cerchi disposti a triangolo e con aria polemica inizia: “questo ? l’insieme delle persone intelligenti, questo ? l’insieme delle persone oneste, questo è l’insieme delle persone comuniste. Allora: se uno è onesto e comunista, come potete vedere, non è intelligente, se uno è intelligente e comunista non pu? essere onesto e se uno è onesto e intelligente sicuramente non ? comunista, al centro dove i tre insiemi si intersecano c’è Occhetto, che nonè ne intelligente, ne onesto, ne comunista…” L’aula magna esplode in un’ovazione.
aneddoto facoltà di biologia di Milano (by Daniel Brandt, testimoni gli amici):
Si parla del liquido seminale maschile, il prof. spiega che è ricco di fruttosio, quando una delle ragazze in prima fila afferma tranquillamente “ma professore, non è dolce”. Il professore le risponde: “qualcuno spieghi alla signorina che il dolce si sente sulla punta della lingua e non in fondo alla gola.”. Un scroscio di applausi da parte dei ragazzi e la studentessa si alza piangente, o quasi, per fuggire dall’aula. Non si è mai più ripresentata in facoltà.

aneddoto facoltà di Giurisprudenza (by Roberta C., esaminanda):
ero presente a un esame di procedura civile. Interrogato un signore di 40-45 anni: dopo aver finito le domande il prof. lo fa allontanare per decidere l’esito dell’esame. Quando lo richiama gli dice ” io le do 18 ma lei mi promette di non mettere mai piede in uno studio legale!”

Facolà di Ingneria – Università Federico II (Napoli) – (by Luigi S.):
Corso di Algebra Lineare: Durante la spiegazione di un teorema che prevedeva una rappresentazione grafica attraverso un piano cartesiano il professore segna un punto sulla lavagna e dice: “Prendiamo un punto P e chiamamolo Q”.

Facoltà di Economia – Universit? Federico II (Napoli) – (by Luigi S.):
Appello di Dicembre dell’esame di Matematica Generale. Premessa: ? qualcosa che presto sparir? insieme alla leva obbligatoria, ma ? tradizione che all’appello di Dicembre (l’ultimo dell’anno) siano spesso presenti ragazzi poco preparati e semi disperati che vanno giusto per elemosinare un 18 per evitare la naja.
Una RAGAZZA (e sottolineo ragazza) sostiene il suo esame facendo religiosamente scena muta alla maggior parte delle domande, e riuscendosela appena a cavare su pochi argomenti. Il professore inizialmente la vuole bocciare, ma questa inizia la sua attività di supplica, inizialmente senza alcun esito. Ma poi il professore stufo della sua lagna con aria evidentemente stufata e ad alta voce, di modo che potessero sentire tutti, le dice: “Va beh! Facciamo finta che lei debba andare a fare il militare!”, consegnandole il libretto con sopra il militaresco 18. Raccolta by www.magnaromagna.it

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