Barzellette sui siculi, sulla Sicilia, sulla Mafia

Un siciliano, parlando con un amico: – Sai, ieri sono stato a Milano. Incontro un milanese, parliamo del più e del meno, alla fine mi chiede: -Di dove sei?- E io: -Sicilia.- E lui: -Sicilia dove?- E io: -Palermo-. E lui: -A Palermo siete tutti mafiosi!- Allora gli dico: -No, mi spiace, guardi che è un luogo comune del tutto infondato.- E lui mi ripete: -A Palermo siete tutti mafiosi!- -No- gli dico io -le assicuro di no, si tratta del luogo comune per antonomasia. I mafiosi sono un’esigua minoranza, le assicuro che la maggior parte dei palermitani sono tutti brave e probe persone.- Lui insisteva: -Glielo dico io, a Palermo siete tutti mafiosi!!- Non ne potevo più: -Guardi, se ha intenzione di chiudere così la nostra discussione, faccia pure; ma le assicuro che lei ? vittima di una visione parziale della realtà, e se vuole…- E lui: -No, glielo dico io, a Palermo siete tutti mafiosi!- Continuava!! MINCHIA! L’HO DOVUTO FARE AMMAZZARE!!!
Raccontata da Divertiletter
[ 68 voti, media : 8.31/10 ]

Un bambino siciliano, al dodicesimo compleanno riceve in regalo dal padre una lupara. Il giorno dopo, a scuola, il bambino fa vedere ai suoi compagni il suo nuovo regalo. Calogero gli propone uno scambio con il suo orologio con calcolatrice incorporata. Il bambino accetta felice perchè della lupara non sapeva proprio che farsene. Tornando a casa, il padre vede arrivare il bambino senza fucile e gli dice: -Figghiu mio, dove hai messo la lupara ?-. -Con questo orologio la scambiai !-. E il padre: -Che figlio stupido che tengo, e adesso ?…quando ti dicono stupido che fai, gli dici che sono le quattro e mezzo?
Raccontata da Barzellettopoli
[ 42 voti, media : 6.64/10 ]

Un prete siciliano viene trasferito a Milano. La prima domenica in cui celebra una messa dice: “Allora fratelli, oggi vi parlerò di Adamo ed Eva. Adamo, bravo picciotto, lavuraturi, servu di Dio, SICILIANU iera. Eva, bottana, tentatrice, MILANESE iera!”
Al che tutti si lamentano, per cui il Vescovo chiama il prete e gli raccomanda vivamente di non dare mai più interpretazioni della Bibbia di quel genere, se non vuole essere trasferito. Il prete promette che non ripeterà più un errore del genere. La domenica successiva però dice: “Allora cari confratelli, oggi vi parlerò di Abele e Caino. Abele, ca ci facia i sacrifizi a Dio, onesto, picciottu ammodo, degnu figghiu ri so patri, SICILIANU iera. Caino, traditore, figghiu i so matri, fratricida e medda, MILANESE iera!”
Si ripetono le scene della domenica precedente e stavolta il vescovo si presenta anche lui al prete e gli dice di avere intenzione di cacciarlo dalla città. Il prete garantisce e promette, finché il vescovo non si convince e gli consente l’ultima prova, a patto che non pronunci mai più la parole Siciliano o Milanese. La domenica successiva il prete dice: “Fratelli, oggi vi parlero’ dell’ultima cena! …e Cristo disse: “Picciutteddi beddi, vagghiu a diri ca in verità unu ri voi mi tradirà!” Scende lo sconcerto fra gli apostoli. San Pietro: “Signuruzzu beddu, ca piccasu sugnu iu?” “No, no,’n si tu. Tu si nu bravu picciottu devoto”.
San Giovanni: “Che sugnu iu, allora, Signuruzzu miu?”
“No, no, nun si mancu tu, nun ta’ prioccupare”.
Al che, Giuda dice: “ueilà , saro’ minga mi?”
Raccontata da Divertiletter
[ 18 voti, media : 9.41/10 ]

Durante il mensile congresso delle femministe la leader parla alle donne sottostanti: -E’ ora che i nostri mariti facciano le faccende di casa e noi si vada a lavorare per sfamare la famigilia! Dobbiamo rendere la figura della donna al pari di quella dell’uomo! Quando stasera tornerete a casa voglio che tutte voi facciate una bella parte a vostro marito e gli facciate mettere in testa che chi comanda siete voi!! Tutte le donne sottostanti esultano all’inizitiva. La Leader poi esclama: -Il mese prossimo vi farò esporre il risultato di questa iniziativa. Un mese dopo la leader chiama 3 donne a esporre i risultati. La prima:- dopo il mio discorso si ? chiuso in camera e il primo giorno non ho visto nulla, ma il secondo giorno ha comiciato a lavorare in casa tutti i giorni, ed ora io faccio la bella vita! Tutte le donne applaudono. La seconda: -anche mio marito dopo il mio discorso si è chiuso in camera. Il primo giorno non ho visto nulla, il secondo nemmeno, ma il terzo ha cominciato a fare tutti i lavoretti di casa e ora sono io che comando! Il tetto della sala viene quasi già dagli applausi. La terza, dalla sicilia, tutta mogia: -Dopo il mio discorso il primo giorno non ho visto nulla, il secondo nemmeno, il terzo neanche, ma il quarto giorno ho ricominciato a rivedere qualcosa dall’occhio sinistro…
Raccontata da Lucio
[ 36 voti, media : 7.41/10 ]

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