Storia dei videogiochi: Pong, PacMan, Space Invaders, Asteorids, Tic Tac Toe

Tic Tac Toe (tris)
tic tac toeNel 1952, il giovane A.S. Douglas ottenne un master all’universita’ di Cambridge. L’universita’ disponeva di un computer EDSAC, cosi’ Douglas decise di scrivere la sua tesi sull’interazione Uomo Computer, e la illustro’ progettando un gioco grafico, Tic-Tac-Toe, che veniva visualizzato su uno degli schermi del computer.
Questo potrebbe essere il primo gioco grafico per computer di cui si conosce l’esistenza. Il gioco poteva essere giocato da due persone, oppure contro la macchina la quale utilizzava speciali algoritmi per vincere quando fosse possibile.
(Scarica gioco Tic Tac Toe per Pc)

-I video giochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pac-man avesse influenzato la nostra generazione, staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva!- (Kristian Wilson, Nintendo Inc., 1989) Pochi anni dopo naquero le feste rave, la musica techno e l’ecstasy..

Pong
Storia: nel 1966, Ralph Baer, ingegnere capo della Sanders Associates, inizia a lavorare su quello che lui stesso definisce “un progetto per un utilizzo alternativo degli apparecchi televisivi”.
Contro il parere dei suoi superiori, convinti che sia soltanto di una perdita di tempo, Baer mette in piedi una piccola ma agguerrita squadra di tecnici (insieme a Bill Harrison e Bill Rusch). Inizia così prendere forma il primo prototipo di videogioco destinato al mercato domestico, ma le difficolta’ sono maggiori del previsto e il progetto non decolla prima del 1971, quando la Magnavox (battendo la concorrenza di Rca, Zenith e General Electric) decide di commercializzare il gioco di hockey prodotto dalla Sanders con il nome di Odyssey. Si tratta, per la verita’ di un hockey piuttosto atipico, visto che sullo schermo completamente nero del televisore compaiono soltanto due barrette luminescenti che si contendono, fino all’ultimo rimbalzo, la “pallina” piu’ famosa della storia dei videogames. Intanto, mentre Baer, Harrison e Rusch lavorano sodo in laboratorio, un giovanotto di nome Nolan Bushnell, appena laureatosi in ingegneria alla University of Utah, sta percorrendo in maniera del tutto inconsapevole la stessa strada. Ma il suo obiettivo non sono le case degli americani. Folgorato da Spacewar durante gli anni dell’universita’ Bushnell – che dopo la laurea – e’ stato assunto dall’Ampex per occuparsi di cose “serie” – trascorre tutto il suo tempo libero nella cameretta della sorella, per l’occasione trasformata in officina, tentando di costruire una versione arcade del capolavoro di Steve Russell. Anche Bushnell incontra molte difficolta’ di ordine tecnico, ma alla fine riesce nel suo intento. E vende una versione semplificata del gioco alla Nutting Associates. Nasce cosi’ Computer Space, il primo videogame commerciale della storia, che sara’ protagonista, nel 1971, di una fugace apparizione nelle sale-giochi e che permettera’ Bushnell di racimolare i soldi necessari per dare vita a Pong. Pong l’immortale. Il concetto alla base di Pong e’ esattamente lo stesso dell’hockey di Odyssey: due racchette virtuali che tentano di respingere una quasi-palla che rimbalza sullo schermo; chi manca la palla regala un punto all’avversario; chi arriva per primo a 15 punti ha vinto. L’unica, vera differenza e’ la possibilita’ di dare un certo “effetto” alla pallina colpendola nell’ultimo istante utile. Piu’ semplice di Spacewar e piu’ innovativo del piu’ eterno dei flipper, Pong fu uno straordinario successo per tutto il 1972 e per buona parte del 1973.

“Dopo aver installato la prima macchina – avrebbe raccontato Bushnell vent’anni dopo – sono andato di corsa a casa perche’ ero troppo emozionato per sopportare un insuccesso. Un paio d’ore piu’ dopo, il gestore della sala giochi mi telefona disperato. Si e’ rotto, dice. E io mi precipito a vedere cos’e’ successo. In effetti non funzionava piu’ soltanto perche’ le monetine da 25 centesimi non entravano piu’ nella macchina. Il mio Pong era cosi’ pieno di soldi che rischiava di scoppiare!”.

Space Invaders
Invaders. Il gioco Space Invaders venne rilasciato al pubblico dalla Taito nel 1978, e in breve tempo divenne popolarissimo. Nel 1980 venne rilasciata la licenza per commercializzarlo negli Stati Uniti a favore della Atari insieme alla Nintendo Entertainment Systems.
Il gioco consiste nel fermare la lenta invasione degli alieni, sparando agli invasori prima che questi distruggano lo schermo di protezione terrestre. Nel corso del tempo il gioco si e’ arricchito di mappe e scenari diversi, ma 蠲imasta intatta la filosofia delle 2 dimensioni.
Durante la sua vita, il gioco ha generato un fatturato di oltre 500 milioni di dollari.
La licenza italiana venne concessa nel 1979 alla Sidam, e il gioco fu chiamato “Invasion”
Curiosita’ su Space Invaders:
Nella versione originale del gioco, al posto degli alieni ci dovevano essere dei soldati umani, ma la Taito non voleva mandare il messaggio che uccidere degli uomini fosse una cosa buona, e cosi’ si cambio con degli alieni.
Il gioco ebbe un tale successo di popolarita’ che provoco’ una carenza di monetine, costringendo le autorita’ giapponesi a quadruplicare l’emissione di monete.

Molti episodi di criminalita’ giovanile furono causati indirettamente da questo gioco: ragazzini che rubavano i soldi ai genitori e gang che rapinavano negozi per avere i soldi per giocare a Space Invaders.
Space Invaders, cosi’ come Pac-Man e Pong, fu uno dei piu’ copiati e duplicati giochi arcade.
Furrer Trick (trucco di Furrer): permetteva di guadagnare 300 punti per ogny mystery ship. Sfruttava una particolarita’ del generatore di numeri casuali: dopo aver sparato 22 colpi (non importa se a segno o meno) si aspettava la Nave del Mistero; colpendola si guadagnavano 300 punti. Poi altri 14 colpi e ri-aspettare una Nave del mistero: altri 300 punti. Cosi’ per ogni livello. Il trucco fu inventato da Eric Furrer, che supero’ i punti realizzati da Straford in ben 38 ore e 37 minuti, ossia 1,114,000 punti.

Pac-Man
Creato da Tohru Iwatani (della Namco) divenne il gioco col quale inizio’ tutto!

Inizialmente l’eroe si chiamava “Puckman”, ma prima dell’uscita del gioco negli USA, il nome venne cambiato in Pac-man per evitare di storpiare il nome originale in maniera volgare (se non ci sei arrivato prova a mettere una F al posto della P?)
Nelle prime versioni i movimenti dei mostri erano pre-definiti, e il gioco diventava facile per tutti. Di conseguenza vennero attribuiti dei movimenti casuali ai mostri, ognuno con una sua personalita’
Il mostriciattolo rosso Akabei (aka=rosso in giapponese) o Inki (altri nomi: Oikake, Chaser): e’ il piu’ veloce.
Quello blu Aosuke (ao=blu in giapponese) o Blinky (altri nomi: Machibyse, Ambusher): la sua strategia e’ quella di prendere il tunnel opposto a quello piu’ vicino a pacman.
Il mostro rosa Pinky (altri nomi: whimsy o speedy)
Quello arancione Guzuta (gu=stupido in giapponese) o Clyde: inizialmente questo doveva essere lo stupido del gruppo dei mostri, ma i produttori di cartoons americani Hanna Barbera non se ne accorsero, facendo di Clyde il leader nel loro cartone animato.
Nella versione iniziale, Pac-man aveva un naso tipo Pinocchio, poi eliminato dalla versione USA.

La versione 1981 di PacMan realizzata da Atari fu un’involuzione grafica non indifferente, tanto che i mostriciattoli sembravano fantasmi anche quando non lo erano. Successivamente le cose migliorarno, ma uscirono sia versioni piacevoli, sia degli hacks mal riusciti. In ogni caso, la maggior parte di noi rimane legata a una delle versioni piu’ classiche e semplici di pac-man, il gioco che diede inizio a tutto. Gioca online a Pacman

Asteroids
asteroids
Asteroids fu il primo sparatutto spaziale e l’ultimo grande videogioco in bianco e nero. La sua grafica vettoriale, sottile come il laser, disegnava un’astronave a forma di freccia galleggiante in mezzo a una tempesta di macigni spaziali, da ridurre in pezzi via via sempre piu’ piccoli per mezzo di esplosioni. Dalla sua giocabilita’ fluida fino all’astronave a forma di squalo, Asteroids aveva una sua eleganza minimalista, rimasta imbattuta sino all’avvento di Tetris.
Curiosita’: Asteroids fu anche il primo gioco a gettone dotato di un tabellone elettronico del punteggio che permetteva ai giocatori di inserire le proprie iniziali su una schermata onorifica alla fine di una partita da record. Improvvisamente, i dirigenti aziendali in pausa pranzo poterono competere con gli adolescenti del doposcuola. Le monetine, in uscita tanto dalle tasche delle felpe grigie quanto dagli zainetti di nylon, volavano in numero strabiliante.

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