La nuova capitale mondiale del gioco d’azzardo è Macao, l’ex colonia portoghese in Cina. Grazie agli investimenti dei miliardari di Las Vegas
Macao si trova nel sud della Cina, e diventò colonia portoghese dal 1557. Nel 1999 è tornata alla Cina, in base ad un accordo sino-lusitano del 1984. E i cinesi hanno letteralmente puntato forte su Macao, arrivando allo storico sorpasso ai danni di Las Vegas: secondo quanto comunicato dalla società di consulenza Globalysis il fatturato di Macao superererà quello della storica città americana di circa 20 milioni di dollari, su un totale di oltre 6 miliardi di dollari.
Macao è sempre stata la capitale del gioco d’azzardo del sud-est asiatico, ma lo storico risultato è frutto della politica cinese in atto dal 2001, anno in cui il governo cinese ha eliminato il monopolio del gioco d’azzardo e ha concesso licenze ad investitori stranieri per costruire casinò e alberghi. Soldi e investimenti dagli USA hanno dato a Macao la spinta per diventare la nuova capitale del gioco d’azzardo e meta per turisti giocatori, provenienti soprattutto dalla Cina.
Curiosamente un apripista famoso è stato Sheldon Adelson, ricco proprietario di Casinò proprio a Las Vegas, che ha intuito in anticipo le potenzialità di Macao e ha investito miliardi di dollari in un progetto che paradossalmente avrebbe fatto concorrenza proprio alla sua Las Vegas. Ma considerando il volume di affare delle due città pare che la concorrenza non sia assolutamente un problema. Adelson ha 72 anni, è uno degli uomini più ricchi degli Stati Uniti, ed è costretto sulla sedia a rotelle da diversi anni, ma questa sfida contro altri miliardari -come dichiarato a Forbes – l’ha fatto ringiovanire.
Secondo un recente sondaggio è in aumento il numero dei giocatori d’azzardo anche in Italia, soprattutto tra le fascie meno agiate (desiderio di dare una svolta positiva alla propria condizione economica) e tra gli utilizzatori di internet (viene a mancare il timore o l’imbarazzo di presentarsi all’interno di un casinò, giocare online è relativamente più semplice). Senza contare tutte le lotterie, gratta-e-vinci e concorsi vari pubblicizzati dallo Stato per rimpinguare le proprie tasche. E contribuendo così a far crescere il vizio del gioco tra i cittadini italiani [www.magnaromagna.it] – Tra le fonti: Repubblica
