iDoser, sballarsi online? Bufala

Anche in Italia arriva l’allarme “droghe sonore online”. Particolari onde tra i 3 e i 30 Hertz, frequenze che agiscono sul cervello umano, possono innescare le più diverse reazioni e sollecitare in maniera intensa l’attività cerebrale, in modo simile alle droghe. Basta collegarsi al sito giusto e scaricare speciali file per ottenere sequenze sonore dai nomi che sono tutto un programma: «marijuana», «cocaina», «alcol», «ecstasy». […] Basta inserire questi infrasuoni – che l’orecchio umano non percepisce – dentro un brano musicale, e il gioco è fatto» ha spiegato il colonnello Umberto Rapetto della Guardia di Finanza. «L’uso di questi infrasuoni non è sconosciuto alle forze di polizia, che all’estero li usano come deterrenti, ad esempio nelle discoteche per calmare i ragazzi». «Il loro uso – ha aggiungo il colonnello è anche documentato storicamente in campo militare”

In realtà la notizia che ha trovato tanta facilità di diffusione negli articoli dei giornalai (non giornalisti, giornalai) italiani si rivela priva di fondamento. E’ la bufala estiva del 2008, come spiega Paolo Attivissimo, mettendo in luce l’incompetenza del colonnello Rapetto (interpellato) e di altri giornalisti specializzati nel copia e incolla. Andando a cercare le fonti citati dai vari articoli di giornali (tutti uguali se non con un ordine diverso delle parole) non si trova nulla. Il fenomeno che sta “sbancando” è praticamente sconosciuto.
idoser

“Il Messaggero dice di aver “riportato notizie date in una conferenza stampa del nucleo specializzato della Guardia di Finanza”, che è il GAT. Ma di questa storia non sembra esserci traccia, né nel sito della GdF generico, né in quello specifico del GAT [..] Nei comunicati stampa della GdF non c’è nulla” fino alle smentite dei vari giornali che avevano dato la notizia in pasto ai lettori. L’agenzia ANSA interpella un esperto che liquida senza mezzi termini tutta la storia come una “trovata commerciale” che sfrutta “la credulità e la voglia di sballo a ogni costo di alcuni ingenui giovani cibernauti”. Suoni o musiche che producano gli effetti delle droghe? Non se ne parla nemmeno.

Del tam tam mediatico è responsabile anche TgCom, che ha buttato la notizia infondata nei mininotiziari in onda sulle reti Mediaset, in pratica nella fascia di ascolto più popolata da mamme pronte a preoccuparsi e gente poco pratica di internet, che come al solito viene demonizzato. Ringraziano senz’altro i titolari di I-Doser.com che hanno ricevuto tantissima pubblicità gratuita.
E le testimonianze di chi ha provato questa “droga virtuale” sono tutte concordi: minuti e minuti di fastidioso rumore, altro che sballo e voglia di riprovarci! [FB – www.magnaromagna.it]

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