
L’incredibile episodio è avvenuto in Nuova Zelanda. Lei si chiamava Folole Muliaga, 44 anni, e a febbraio si era ammalata: i problemi al cuore e ai polmoni la costringevano a dipendere da un respiratore artificiale. A causa delle sue condizioni di salute la donna, insegnante e madre di 4 figli, si era trovata anche in difficoltà economiche, e non aveva potuto pagare una bolletta della luce di 123 dollari (poco meno di 100 euro, ndr). La Mercury Energy, azienda erogatrice dell’elettricità , le ha comunque tagliato i fili. In ogni senso, dato che la povera donna è morta, dopo due ore di agonia. L’azienda ha fatto sapere che non era a conoscenza delle condizioni della donna, e che farà di tutto per scoprire i colpevoli. Chiacchiere di facciata, dato che gli stessi familiari della vitta avevano spiegato la situazione all’esattore inviato dall’agenzia prima del tragico epilogo. In Nuova Zelanda si sono formati gruppi di protesta di fronte alla sede dell’agenzia, e si prospetta una causa milionaria per omicidio colposo (preterintezionale vista la dinamica). L’avvocato della famiglia di Folole ha fatto sapere che vuole andare fino in fondo. Il ministero degli interni neo-zelandese ha duramente criticato la Mercury per la magra figura internazionale e per l’atteggiamento del suo portavoce James Moulder, che aveva dichiarato fino a ieri che la ditta non aveva fatto nulla di sbagliato, e che semplicemente non si era capito che la donna era malata: “non siamo gente senza cuore” ha dichiarato. La donazione di una cifra ridicola come 10.000 dollari fatta dalla Mercury alla famiglia della vittima suona come una beffa. [www.magnaromagna.it – Fonte: www.brisbanetimes.com.au/news/world/family-of-woman-killed-by-power-cut-to-sue-for-millions/2007/06/01/1180205473426.html]
