La polizia di Città del Messico ha avviato una campagna per ridurre il numero di armi in circolazione, e per far breccia nei giovani avviati alla delinquenza offre computer e/o console per videogiochi a chi consegna armi alla polizia. Obiettivo: sparare nel mondo virtuale anzichè in quello reale.
Chi consegna alla polizia un arma riceve un computer oppure a consolle per videogiochi Xbox,a seconda del calibro delle armi. Con questa iniziativa la polizia messicana vuole invogliare i giovani delinquenti a deporre le armi in favore di giochi senza ripercussioni nella vita reale.
L’iniziativa è nata in seguito ad una retata effettuata il mese scorso nel quartiere Tepito, un quartiere conosciuto soprattutto per il traffico di droga e di armi, con almeno 32 omicidi in conflitti a fuoco nell’ultimo anno. Joel Orte, commissario di pubblica sicurezza, ha dichiarato “immaginate come sarebbe Mexico City se non ci fossero armi”
L’iniziativa di scambio computer contro armi fa parte di un programma del nuovo sindaco Marcelo Ebrard, che ha inviato migliaia di poliziotti e soldati nei quartieri a più alto tasso di criminalità per combattere il degrado della città, dal crimine fino ai semplici venditori abusivi. Stessa iniziativa è stata adottata a livello nazionale dal presidente Felipe Calderon, che ha inviato 24.000 soldati nelle aree più a rischio.
Sperando che i neo-giocatori di Xbox non usino questa occasione solamente per affinare la mira, l’iniziativa ha visto la consegna di 29 fucili solamente nella prima giornata di questa campagna. Si può definire (anti)guerrilla marketing?
[F.B. – www.magnaromagna.it – Fonte: AP]
