La mail circolante a proposito di una bambina di nome Alessandra ricoverata in ospedale che necessita di aiuto si rivela parzialmente falso: l’episodio è vero, ma l’aiuto proposto è errato ed inattuabile, la mail originale non va inoltrata
Questa la mail circolante a proposito della richiesta di aiuto di una bambina ustionata ricoverata in ospedale di nome Alessandra:
Oggetto: Pomozmy Oli-wyslij gdzie mozesz! Aiutiamo a Alessandra
Alessandra a 14 mesi e ha vinto la sua prima lotta con il fuoco.
Adesso lotta per il suo futuro. A causa di alta temperatura ha la pelle bruciata e lesione delle ossa di cranio. Non ha mezzo viso. Adesso si trova in ospedale di Krakovia e sta sotto la cura di un cirurgo, specialista di ustioni, Jacek Puchala. La aspettano altre operazioni e lunga reabilitazione alla quale servono i soldi. Ma i genitori non li anno e si sentono impotenti di fronte a questa situazione.
Con ogni messaggio mandato ricevono 3 centesimi.
Alla mail è allegata una foto della bambina che riportiamo a lato volutamente non ingrandita.
Secondo quanto riportato dal sito antibufala http://www.breakthechain.org la fotografia è autentica e ritrae una bambina polacca di nome Ola Kuczma rimasta ustionata in un incendio durante l’estate 2005, e permane (ndr) in condizioni critiche: ha perso un orecchio, il suo corpo è quasi completamente ustionato, e ha subito danni cerebrali. La bambina si chiama Ola Kuzma, ed è polacca. Alexandra è un diminutivo.
L’appello è parzialmente vero: esiste veramente una catena della solidarietà, ma non via email. I genitori di Ola hanno chiesto aiuto e solidarietà tramite radio e televisione polacca, ed è stato creato un fondo dove indirizzare le donazioni per aiutare nella lunga e costosa riabilitazione. Ma non è inoltrando la mail che si donano soldi per aiutare la bambina. Come già detto in occasioni di ricerche antibufala, non c’è modo di collegare automaticamente il forward (inoltro) delle email con un meccanismo di tracciatura rivolto alla donazione. Inoltrare la mail così come vi è arrivata non serve a nulla.
Se volete fare qualcosa al massimo potete inoltrare la email ma togliendo le parti inesatte:
Con ogni messaggio mandato ricevono 3 centesimi.
Falso. Il sito polacco dove si fa riferimento alle donazioni è , dove vengono elencati riferimenti, numeri di telefono (nessuna iniziativa via email) e conto corrente per le donazioni, che ora riportiamo per informazione ma di cui non possiamo verificare l’esattezza:
Ich telefon: 013 46 26 571, k. 0511 769 149
Ich konto bankowe: Pekao S.A. I oddz. w Jaśle 23 12 40 23 37 1111 0000 37 50 94 97.
Ich adres: Ośrodek Zdrowia, wieś Jurowce 38-507, gm. Sanok, woj. podkarpackie.
Non sappiamo chi abbia aggiunto le false informazioni e perchè, ma se voleva farlo in buona fede avrebbe dovuto inserire il modo esatto di aiutare la bambina. Se in buona fede, che senso avrebbe chiedere a tutti di aiutare nel modo sbagliato? E se fosse in mala fede, che gusto c’è a diffondere false informazioni e a sviare gli aiuti in un caso umano così triste?
Cito Monica Cianchini che ci ha segnalato la mail, e la quoto perchè in poche parole ha riassunto il comportamento corretto da tenere in caso di email bufala:
vorrei segnalare una, credo, bufala anche perchè non vedo come si possano guadagnare soldi da mail ricevute
a me è arrivata con una catena infinita di forward. Ad occhio e croce saranno almeno un 300 indirizzi. naturalmente li ho tolti nella mail per voi.
potete rispondermi? In modo che possa rigirare la vostra mail a tutti quanti? grazie mille
Infatti:
1) non è possibile tracciare le email / donare soldi inoltrando le email;
quando le email vengono semplicemente inoltrate, si trascinano tutti gli indirizzi email dei partecipanti: appena arrivano nelle mani di uno spammer, ecco pronte centinaia di caselle email alle quali arriveranno montagne di email pubblicitarie indesiderate;
2) nel dubbio che deve sorgere, è possibile cercare/verificare su internet quanto già si sa sul caso in questione
3) una volta verificata la veridicità, avvisare chi è caduto nella tentazione di inoltrare la mail bufala (in questo caso parzialmente falsa), decurtando opportunamente tutti gli indirizzi di chi ha inoltrato la mail. [F.B. www.magnaromagna.it Fonti: – www.breakthechain.org , trovato tramite www.attivissimo.net/antibufala/alessandra/3cent.htm
