In Giappone una donna assolda un killer per far uccidere la moglie del suo amante, ma il sicario si rivela incapace e viene denunciato dalla mandante stessa. Entrambi in prigione.
Sembra un racconto del comico Giovanni Cacioppo, il comico di Zelig quando parla della Banda di testa di cane, un’improbabile quanto pasticciona banda di criminali, ma il tragicomico episodio è accaduto veramente in Giappone.
Lei, 32 anni, innamorata di un uomo sposato, e vuole sbarazzarsi della moglie incomoda. Per avere l’uomo tutto per sè decide di assumere un killer e, tramite un sito web specializzato nella ricerca di persone adatte a certi lavori sporchi, assume un killer di professione.
Dietro un anticipo di 1 milione di yen (oltre 7000 euro, ndr), il sicario aveva promesso un delitto perfetto: avrebbe seguito la vittima quando viaggiava in motocicletta e, una volta giunti in un luogo senza testimoni, l’avrebbe affiancata e le avrebbe spruzzato addosso un veleno.
Purtroppo qualcosa è andato storto, e il crimine non è avvenuto. Stanca di aspettare, la donna mandante quando ha capito di esser stata truffata ha denunciato il sicario alla polizia per incapacità e negligenza. Ovviamente la donna e il killer sono stati arrestatati per tentato omicidio.
La polizia ha comunicato che la donna oggetto del progetto criminale sta bene, mentre non ha fornito dettagli sullo stato di salute del marito-amante…. Non sappiamo neanche se il killer aveva emesso regolare ricevuta per l’anticipo ricevuto… [F.B. – www.magnaromagna.it – Tra le fonti: quotidiani Yomiuri, Il resto del Carlino e Repubblica
