Confessioni online a Pavia, è bufala

Le testate giornalistiche nazionali avevano annunciato un nuovo servizio di confessioni online creato direttamente da alcuni preti, con annessa assoluzione online. In realtà si tratta di una bufala, come confermato dal sacerdote indicato erroneamente tra creatori del servizio.

Secondo quanto riportato da alcuni giornali italiani (Corriere della Sera, Il Quotidiano, La nazione e tanti altri) i sacerdoti di Pavia don Gianfranco Poma e padre Franco Tassone avevano creato un sistema di confessioni online che permetteva di rispondere ad una serie di domande tipiche della confessione, elencare i peccati commessi e, al termine della procedura guidata, veniva visualizzato il giorno e l’ora in cui andare in chiesa a ritirare l’assoluzione
Questo il presunto servizio di confessione online (originale notizia errata):

Il meccanismo è semplice. Nella chiesa di San Teodoro, dove lavora don Poma o nella casa del Giovane, dov’è attivo don Tassone, si ritirano i biglietti da visita dei due sacerdoti completi di indirizzo e-mail. Il servizio è operativo ventiquattro ore su ventiquattro.

Via Internet si risponde a queste domande:
a) l’ultima volta che ti sei confessato;
b) quante volte hai rispettato il precetto festivo;
c) stato civile;
d) numero figli (risposta facoltativa);
e) iscrizione ad associazioni di volontariato;
f) capacità di dialogare con i credenti di altre religioni.

Fatto questo, ecco la confessione. A disposizione c’è uno spazio dalle 1.000 alle 3.500 battute, prima si confessano i peccati mortali e poi quelli veniali (cliccare per leggere l’elenco completo). Cliccando sul segno rosso lampeggiante “amen”, la confessione si conclude. Sullo schermo appaiono il giorno e l’ora in cui presentarsi in parrocchia per ritirare l’assoluzione. Andate in pace. [fonte: quotidiano.net]

Lo stesso errore commesso da Il Corriere della Sera:
Errore corriere della sera

Si tratta di una bufala. La smentita arriva da don Paolo Pedrini, in un’intervista reperibile sul blog Passi nel deserto. I due parroci in questioni sono membri del sito Pretionline.it, un servizio che vuole essere vicino ai fedeli e un aiuto, ma non un qualcosa che sostituisca il ruolo primario della chiesa. Come afferma padre Franco (erroneamente indicato come autore del servizio di confessioni online):

Ma non si può confondere uno strumento di accompagnamento, di cura e di ascolto, con il sacramento. Nel sacramento c’è la grazia di Cristo, nella mail soltanto i bite e il numero di battute che ci permettono di dare coraggio

Certo, sacralità del culto ed internet hanno due ruoli ben distinti. Ma credo che questa bufala sia solo anticipatrice di un fenomeno neanche tanto lontano nel tempo…. Una cosa è certa: giornalisti che avete abboccato alla bufala, è tempo di confessarsi.. [F.B. – www.magnaromagna.it]

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