Se guardassimo solamente ai programmi presentati dai partiti per le elezioni o ai manifesti elettorali sembrerebbero tutti bravi, pronti a fare il meglio per l’Italia, quasi che comunque voti il tuo futuro sarà in mano a gente capace, esperta e coerente. Ma per capire veramente chi stai votando dovresti andare a controllare quanto fanno veramente e cosa votano in parlamento quando si parla di temi importanti. Dalle parole ai fatti l’immagine di un partito cambia molto. Per capire veramente cosa c’è dietro non basterebbe seguire tutte le trasmissioni televisive con politiche e confronti elettorali. Allora riporto una breve guida per confrontare le posizioni dei partiti sulle situazioni reali di cui si è parlato più spesso nell’ultimo anno e nei dibattiti delle varie tribune elettorali. Attenzione: non vuole essere un’indicazione di voto e la parte dei commenti è aperta a critiche e suggerimenti su mancanze, ma ti può essere d’aiuto sapere la posizione di ogni partito su questi argomenti, e magari scoprire che quello per cui voti si sta comportando in maniera diametralmente opposta a quanto ti ha fatto credere..
Vuoi scoprire se il tuo pensiero è più vicino a Beppe Grillo, oppure Forza Italia, oppure il Partito Democratico o uno dei partiti minori? Allora vai direttamente al test per capire qual è il tuo partito “ideale” senza leggere la guida seguente che potrebbe fuorviare la sincerità delle tue risposte.
In questo elenco vengono quindi tralasciati i soliti proclami elettorali, spot sempre uguali e buoni per tutti i partiti (quale partito non vorrebbe “più lavoro” e “meno tasse” ?) ma vengono elencate le posizioni dichiarate e dimostrate dai partiti e/o dai loro esponenti principali
Questione F-35 (riferimento alla mozione n.67 presentata in Senato), ovvero la grossa spesa per la nostra difesa nell’acquisto di questo nuovo modello di aereo da guerra che sostituirà quelli attuali: Beppe Grillo contrario. A favore invece: Partito Democratico, Forza Italia, Lega Nord (si sono astenuti nel votare la questione in parlamento, equivale ad aiutare la maggioranza che ha votato a favore del proseguimento del programma), Fratelli d’Italia (“rispettare gli impegni presi”)
Condono per i concessionari di Slot Machines. Cos’è? In sostanza si tratta di una grandissima riduzione delle multe per i gestori del gioco d’azzardo che avevano truffato il fisco italiano. Questo “regalo” di 2 miliardi di euro è stato fatto dal governo Letta (vedasi decreto Imu).
Perchè la multa e il successivo condono? Nel 2012 la Corte dei Conti ha multato 10 gestori di gioco d’azzardo (le slot machines che vedete nei bar e tanti altri giochi d’azzardo) in quanto le macchinette non erano collegate alla rete dei Monopoli di Stato, che quindi non potevano controllarne l’attività. Questa pratica – che tanti soldi ha preso ai malati di gioco e tanti ne ha nascosti all’erario italiano – è durata per anni, e la multa è salita a 90 miliardi di euro. Tanti? Sì, tantissimi, ma considerate che ogni anno i giocatori d’azzardo italiani ne spendono almeno 80 di miliardi di euro… Il governo Letta, per raggranellare dei soldi, ha proposto il condono a questi gestori, offrendogli di pagare 2,5 miliardi al posto di 90 miliardi. Ecco le posizioni sullo Stop al condono ai concessionari di slot machines (mozione del settembre 2013): favorevoli allo stop: Movimento 5 stelle, Lega Nord (che ha presentato anche una moratoria per bloccare l’apertura di nuovi centri scommesse per un anno). Contrari: Partito Democratico e Forza Italia (hanno presentato insieme questo condono..),
Riduzione dello stipendio dei senatori (indennità e diaria). I senatori godono di una serie di vantaggi aggiuntivi rispetto alla normale percezione dello “stipendio”, tra cui una diaria di 5000euro lordi che non tiene conto dell’effettiva presenza in aula per i lavori, un lauto assegno di fine mandato, delle spese di rappresentanza (che permettono quindi di avere rimborsi per viaggi in treno, in aereo e tanti altri vantaggi simili). Nel novembre 2013 si è votato per una mazione che avrebbe ridotto moltissimi di questi privilegi, ecco le posizioni adottate effettivamente dai partiti in relazione alla riduzione dell’indennità e diaria dei senatori: contrari alla riduzione Forza Italia, Partito Democratico, Scelta Civica; a favore della riduzione Movimento 5 Stelle. Parzialmente contrari: Lega Nord, Sel. Il partito Fratelli d’Italia in un documento ufficiale afferma di voler “legare le retribuzioni dei parlamentari ai principali fattori macroeconomici nazionali” (bellissimo principio, per ora solo belle parole). UDC: si è adoperato per l’estensione dei tagli fino al 31 dicembre 2015 (vedi dichiarazioni sen. De Poli).
Aumento dell’Iva dal 21 al 22%. Come avrai notato, da ottobre 2013 l’Iva sui prodotti di largo utilizzo è stata aumentata di 1 punto percentuale, affinchè lo Stato potesse reperire soldi per il suo funzionamento, soldi che ha scelto di non reperire in altri modi (vedi altri punti quali condono al gioco d’azzardo, mancati tagli ai parlamentari). Questo generale aumento dei prezzi, oltre che deperire ulteriormente le tasche di noi consumatori, ha direttamente fatto ridurre il gettito fiscale di entrata allo stato. In sostanza: con l’aumento dell’Iva si tende ad acquistare di meno, quindi si produce meno ricchezza, quindi meno tasse entrano nelle “tasche” dello stato. L’aumento dell’Iva in sostanza ha prodotto: crisi e meno entrate della stessa Iva! Quali sono le posizioni adottate dai partiti in merito all’aumento dell’IVA al 22% durante la votazione per la sua approvazione (votazione del 30 luglio 2013)? Favorevoli Forza Italia e Partito Democratico (il decreto è stato emanato dal pd Letta sostenuto dal partito di Berlusconi). Sel e Fratelli d’italia si sono astenuti (il che, ricordiamolo, equivale ad appoggiare indirettamente chi ha la maggioranza). Contrari: Movimento 5 stelle e Lega Nord.
Europa sì/ Europa no. Dagli inizi del 2000 è entrata in vigore l’euro, la moneta unica europea, che ci ha regalato vantaggi e svantaggi, in alcuni casi visibili, altre volte meno. Stare in Europa ci ha costretto a fare passi da giganti per quanto riguarda ad esempio il trattamento dei rifiuti e la raccolta indifferenziata (che in questi anni è aumentata, segno di civiltà), oppure ci ha “difeso” durante certe crisi petrolifere (si calcola che se fossimo rimasti alla lira la benzina oggi costerebbe molto di più), e in molti casi l’europa ha fornito finanziamenti ad imprese (sopratutto al sud) per nuovi progetti.
Ma al tempo stesso ci ha fatto inghiottire bocconi amari, come le quote latte, come il dover sottostare alle regole franco/tedesche del tetto del 3% Pil/debito pubblico, cosa che ci impedisce di fare investimenti anti crisi, e come un insensato sistema di dazi. Ad esempio in Italia è importante il tessile, e i cinesi anzichè far arrivare i prodotti scadenti in Italia passando dai nostri confini che gli costerebbe un dazio superiore al 10% fanno entrare le loro merci dagli europei dell’est che applicano un dazio del 2%, per poi arrivare liberamente in Italia. Morale: la repubblica Ceca si prende un dazio del 2%, e noi non solo non prendiamo nulla ma ci ritroviamo prodotti da concorrenza sleale ai nostri prodotti italiani. In generale vantaggi e svantaggi. E qualche partito vorrebbe uscirne. Ecco le posizioni dei partiti per quanto riguarda l’uscita dall’Euro: favorevoli Forza Italia, PD, Fratelli d’italia, Verdi, L’altra europa Tsipras. Contrari: Lega Nord, Movimento 5 Stelle
Parità di diritti per le unioni civili di tutti i tipi (indipendentemente dal loro orientamento sessuale) in modo da equiparare il trattamento a quello dei coniugi. Oggi una coppia non sposata ha meno diritti di una coppia sposata, sopratutto per quanto riguarda la questione figli e per la reversibilità della pensione. Alcuni esempi: una coppia omosessuale non può adottare un figlio, oppure se in una coppia omosessuale che convive da 30 anni uno dei due si ammala e muore, il compagno non ha diritti per quanto riguarda la reversibilità della pensione (come invece ha ad esempio una moglie a cui muore il marito in pensione). Ecco le posizioni dei partiti in merito ai diritti di tutte le coppie civili per equipararli alle coppie sposate: favorevoli Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Italia dei Valori, L’altra Europa Tsipras, Scelta Europea. Contrari: Lega Nord, Fratelli d’Italia, Forza Italia, UCD NCD Alfano.
Privatizzazione e vendita dei beni immobili pubblici. In Italia, oltre ad avere un grande patrimonio artistico e archeologico da sfruttare per il turismo, abbiamo un gran numero di immobili di pregio (palazzi antichi, ville storiche) che spesso non vengono utilizzati in maniera corretta (il pubblico non sa gestire certe risorse) oppure hanno alti costi di mantenimento. Da qualche anno a questa parte si è pensato di utilizzare questi immobili per ripianare il debito pubblico, ovvero vendendo oppure concedendo in concessione questi immobili di pregio a privati, secondo specifici criteri e dettami di legge, in modo da reperire risorse per coprire i buchi di bilancio.
Ad esempio alcuni palazzi storici di un’isola della laguna di Venezia sono stati messi all’asta, e potrebbero diventare hotels, per una concessione di 50 anni (sicuramente rinnovabile..). Sebbene l’idea di utilizzare al meglio quanto in Italia è dimenticato e costoso, molte sono le paure per una corretta gestione degli stessi che non devono cadere in mano a meri speculatori (che comunque forse sono meglio dei gestori statali della Pompei che crolla..). Comunque, in generale, i partiti sono divisi sul privatizzare o meno gli immobili pubblici di pregio: a favore troviamo UCD/Alfano, Forza Italia, Scelta Europa. Tendenzialmente contrari: Partito Democratico, Italia dei Valori. Contrari: Lega Nord, Movimento 5 Stelle.
Immigrazione e cittadinanza agli stranieri. Riguardo la delicata questione degli arrivi di stranieri (clandestini) in Italia e della loro permanenza bisogna riuscire a distinguere tra le solite belle parole e cosa ci sia dietro le belle intenzioni, perchè a fronte di una giusta accoglienza ospitale a chi è in difficoltà e sta fuggendo da un paese in guerra c’è il sospetto che alcuni partiti stiano cercando di costruire un serbatoio di voti per gli anni a venire. Lungi da me tale malfidato sospetto, ecco le posizioni dei partiti a proposito della gestione dell’immigrazione: il Partito Democratico è per il diritto di voto degli stranieri alle amministrative, la regolarizzazione del flusso dei migranti (con ingressi per chi cerca lavoro), abolizione del reato di clandestinità e dei Centri di Identificazione e di Espulsione. In sostanza un superamento della Bossi-Fini, con richieste di aiuto all’europa. Stesso programma per Sinistra, Ecologia e Libertà di Vendola, ma con l’aggiunta di una legge per la tutela di zingari rom e sinti. Meno tenera la posizione di Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia, secondo i quali la legge Bossi-Fini (creata da un governo di centro destra) va mantenuta e integrata con accordi bilaterali con i paesi di origine dei migranti in quanto l’Europa non ci aiuta in questo senso. Più velata (e meno marcata) la posizione del Movimento 5 stelle: Beppe Grillo è per un insegnamento gratuito della lingua agli stranieri ma non è favorevole alla cittadinanza italiana ai figli di immigrati (salvo aggiornamenti).
Strategie per rilanciare l’economia e l’occupazione. Ogni partito ha la sua ricetta per far ripartire l’economia, che al momento è bloccata da diverse cause ma le cui principali sono di natura strutturale e sono la politica di rigore che da anni stiamo adottando per rispettare il Fiscal Compact (patto di bilancio), l’alta tassazione per le imprese e il conseguente alto costo del lavoro che ci rende meno competitivi. Dato che in passato le allegre amministrazioni di governo (democristiani, socialisti e via dicendo) finanziavano le manovre di sviluppo economico utilizzando il criterio “spendere adesso per pagare in futuro”, ora ci troviamo a pagare i debiti degli allegri politici degli anni ottanta, e l’obbligo di mantenere il rapporto tra PIL/Debito Pubblico entro il 3% non permette agli attuali governi di spendere 1 euro in più di quello che è veramente a disposizione.
In questo modo l’economia fatica a ripartire, considerando anche il fatto che il livello di tassazione per le aziende è molto alto (tra il 50 e il 60% di media), cosa che non permette di avere margini per assumere nuovi lavoratori, anche in virtù del fatto che il costo del lavoro è tra i più alti d’Europa. Difficile muoversi efficacemente dovendo rientrare entro questi limiti strutturali. I partiti conoscono queste regole, cosa prevede il programma di ogni partito per rilanciare l’economia e superare questa impasse? I partiti si dividono tra chi vuole cambiare queste regole imposte dall’Europa per avere un maggior margine di manovra e chi cerca soluzioni alternative pur rimanendo dentro queste regole. Il PD è per un maggior margine di manovra per gli investimenti tramite i bilanci nazionali e per una riduzione della concorrenza fiscale tra paesi membri. Anche Movimento 5 Stelle e Lega Nord sono per una maggiore flessibilità: Beppe Grillo propone l’esclusione dal limite del 3% annuo per le nuove attività produttive ed innovative, il finanziamento per le attività agricole e di allevamento volte ai consumi nazionali interni, l’abolizione del pareggio di bilancio. La Lega Nord va oltre, proponendo la possibilità di uscire dalla zona euro e/o di svalutare la moneta per rilanciare la competitività. Anche la lista Tsipras è per la sospensione del Fiscal Compact e per l’emissione di prestiti a basso tasso d’interesse e di un ripensamento del debito degli stati (come avvenne per l’indebitata Germania del dopoguerra). Scelta Civica è invece per un allineamento del debito pubblico anche grazie ad una privatizzazione di aziende pubbliche e beni pubblici mal gestiti dallo Stato. Chi vincerà saprà portare avanti le ragioni dell’Italia nei confronti di una Germania che vuole da noi il rigore quando nel dopoguerra le fu accordato di non pagare i suoi immensi debiti e così far ripartire la sua economia?
