Curiosità sul Brasile

E’ il paese dei mondiali 2014 e delle olimpiadi 2016, ecco una raccolta di fatti curiosi ed insoliti sul Brasile che, in base alle statistiche, non è proprio il paese dove ci si diverte solamente come pensiamo: 8 delle 12 città che ospitano i mondiali di calcio del 2014 sono tra le 50 città più violente al mondo. Alcuni dati importanti: il Brasile è il quinto paese più grande del pianeta. Il suo nome deriva da un legno chiamato brazil wood. La lingua ufficiale è il portoghese (è una ex colonia), il ballo nazionale è la samba (e al carnevale di Rio de Janeiro c’è il sambodromo, dove si esibiscono i gruppi), il cocktail tipico è la caipirinha, la bevanda più importante è il caffè (il 25% del caffè mondiale arriva da qui) E’ il secondo paese al mondo per numero di aeroporti, dopo gli Stati Uniti. E’ il decimo per quanto riguarda la lunghezza della rete ferroviaria e il terzo per quanto riguarda la rete stradale. Al momento ha un tasso di crescita annuale del 5% ed è il nono paese al mondo per numero di milionari, ed una recente storia di progresso economico generalizzato (solo nel 1932 gli atleti brasiliani che parteciparono alle olimpiadi a Los Angeles dovettero pagarsi il viaggio vendendo caffè durante il tragitto!). Nonostante sia una repubblica federale, la sua moneta si chiama reale. Il Brasile ha la più grande popolazione di fede cattolica al mondo: oltre 120 milioni di persone (oltre il 60% della popolazione).

bandiera brasileOrdem y Progreso (ordine e progresso) è il motto riportato nella bandiera brasiliana. Questa filosofia, apparentemente contraria a come percepiamo il modo di vivere e di divertirsi dei brasiliani, è stata applicata egregiamente ad esempio nel sistema postale: è stato il primo paese al mondo a modernizzare il sistema postale introducendo la figura del francobollo. Ma le condizioni delle favelas e il basso tasso di istruzione (86%) dimostrano che il paese è ancora lontano dal raggiungere il suo obiettivo, anche se sono state varate delle leggi molto avanzate in tema di civiltà: ad esempio un carcerato brasiliano può ridurre la propria pena di 4 giorni per ogni libro che legge e vi scrive sopra un riassunto. Ancor più surreale per quanto avanzato è il sistema di recupero dei detenuti adottato ad Arisvaldo de Campos Pires, un carcere di massima sicurezza in cui le guardie camminano con fucili da caccia e indossano passamontagna. Nonostante sia popolato da criminali di un certo calibro, è stato attivato e funziona il progetto Fior di Loto, portato avanti da Raquel Guimaraes, uno stilista brasiliano che aveva bisogno di… sarte e cucitrici. Avendo bisogno di manodopera per la maggior produzione dovuta al successo del suo marchio, ha ottenuto la collaborazione dei carcerati che percepiscono il 75% di un salario minimo brasiliano e uno sconto di pena per cucire i nuovi capi di abbigliamento. Cucendo come delle sarte ottengono, oltre ad imparare un mestiere, un salario (di cui 1/4 viene trattenuto e restituito quando usciranno di galera) e uno sconto di pena di un giorno per ogni 3 giorni di lavoro. Incredibile? Ecco il curioso video:

Un aspetto che evidenzia le disparità di condizioni di vita è la presenza delle immense favelas, nome romantico delle baraccopoli. Si tratta di baracche, ammassate via via nelle colline della città, costruite alla meno peggio, senza servizi di base e con strade approssimative. Si calcola che solo a Rio de Janeiro oltre 1 milione e 400mila persona vivano in una favelas, luogo fertile per avviarsi alla vita criminale. Il governo ha compiuto uno sforzo per ripulirle collocandovi delle stazioni di polizia e migliorando le infrastrutture: anche solo una scala in calcestruzzo in un luogo collinare con forte dislivello può fare la differenza. E questo progetto qualcosa ha portato: è nato il turismo delle favelas, ovvero pagare una quota per farsi accompagnare in maniera sicura nelle stradine poco raccomandate. E questa ventata di benessere ha portato soldi in queste zone, e si possono notare case che – sebbene all’esterno continuino a mostrarsi fatiscenti e trasandate – all’interno sono dotate di tv a schermo piatto e cucine attrezzate. Si narra che anche celebrità coe Beyoncè e Madonna abbiano fatto un giro turistico di questo tipo.

Potenza “green”: il 92% delle nuove auto prodotte in Brasile utilizza l’etanolo come carburante, che viene prodotto dalla canna da zucchero. In tema green, è anche una delle più grandi potenze al mondo per quanto riguarda la produzione di energia idroelettrica, e ha raggiunto l’indipendenza energetica nel 2006 (prima importava il 75% del suo fabbisogno sotto forma di petrolio). La foresta amazzonica è il polmone verde della terra, e ospita la più grande varietà di specie animali, di piante, e di pesci d’acqua dolce, di uccelli, oltre a detenere il record del maggior numero di specie di scimmie al mondo

Leggi strane: in Brasile è stato abolito il gerundio dai pubblici uffici. Un sindaco ha messo il divieto di morire in quanto il cimitero comunale era pieno. Inoltre sono vietati i lettini abbronzanti. Se volete aprire un business di centri estetici per abbronzarsi, conviene puntare su altri paesi. A proposito di bellezza e sensualità, le donne di questo paese sono considerate le più sensuali, ma è un paese piuttosto variegato per quanto riguarda l’identità sessuale. Non a caso il nomignolo per i transessuali è una parola locale: viados. Solo nella città di Rio de Janeiro si calcola che il 20% degli uomini sia gay oppure bisessuale. Il matrimonio tra omosessuali è legale. Cambiare sesso è possibile nonchè gratuito grazie al programma di salute pubblica varato nel 2008. Sempre in tema di stranezze sessuali, uno studio afferma che oltre il 30% dei contadini avrebbe fatto sesso con animali, ma queste forse sono solo leggende, come dire che noi italiani siamo mafiosi…

Infine lo sport nazionale: il calcio in Brasile è una cosa divertente, anzi seria, serissima: le grandi sconfitte della nazionale sono vissute come delle vere e proprie tragedie nazionali, e non è raro che ci scappi il suicidio. Il più grande dramma sportivo della storia brasiliana fu certamente nel 1950, durante i mondiali organizzati proprio dal Brasile, che ovviamente partiva con i favori del pronostico giocando in casa. La nazionale italiana – memore della tragedia di Superga del 1949 – decise di raggiungere il continente sudamericano in nave per evitare l’aereo. Risultato: una traversata di oltre 20 giorni, e senza la possibilità di allenarsi decentemente in quanto tutti i palloni erano finiti in mare durante i primi allenamenti. La formula del torneo prevedeva un girone finale a più squadre, e il Brasile arrivò all’ultima partita contro l’Uruguay di Schiaffino con un vantaggio di punti che gli avrebbe consentito di vincere il mondiale anche solo con un pareggio. Nell’ultima partita, allo stadio Maracanà, di fronte ad oltre 200.000 spettatori (lo stadio più capiente al mondo), in vantaggio per uno a zero si fece raggiungere e poi superare, perdendo di fronte al proprio pubblico. Uno spettatore si suicidò subito dopo la fine della partita, altri tre tifosi morirono per un attacco di cuore. Anche per il portiere Barbosa la sconfitta fu devastante: fu criticato a vita per i due goal subiti, ma il fatto che fosse di colore mostrò al mondo che il paese era ancora razzista. Nel 1994 (44 anni dopo), quando il Brasile doveva incontrare nuovamente l’Uruguay ai mondiali in USA, Barbosa organizzò un incontro con il portiere di allora Taffarel, per incoraggiarlo, ma Mario Zagalo, l’allenatore, in quanto scaramantico lo vietò. Barbosa dichiarò: “per i crimini di omicidio si paga con una condanna a 30 anni. Io pago da oltre 50 anni..”

One comment on “Curiosità sul Brasile

  1. Pippo ha detto:

    È bellissimo sto coso

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