Tifosi della Roma e della Lazio insieme ai funerali del capo ultrà romanista Zappavigna morto in un incidente di moto. Il punto in comune tra i cugini rivali? La fede politica di estrema destra.
I classici slogan fascisti gridati allo stadio da una parte dei tifosi, che tanto hanno fatto discutere e hanno fatto creare delle regole in proposito, questa volta sono stati scanditi al di fuori della Chiesa. Dai semplici “Zappavigna è con noi”, fino al grido di battaglia Boia chi molla.
Ma anche dentro alla Chiesa, dove partecipavano ai funerali anche Totti e Cassano, ha echeggiato un eloquente Onore al camerata Zappavigna.
Infine l’esibizione di cameratismo si è conclusa dapprima con un italianissimo Inno di Mameli, per poi proseguire con un meno italico “Sieg Heil”, e con attacco finale a carabinieri e Digos.
I gruppi di ultrà partecipanti al funerale sono quelli riconducibili alla destra, come i Boys, gli Irriducibili (della Lazio). Il pensiero di Fabrizio Toffolo, leader degli Irriducibili, spiega questo legame tra laziali e romanisti difendendo questi slogan e ricordando il rispetto e il rapporto di amicizia che lo legava a Zappavigna:
Anni fa con loro ci scontravamo, allo stadio la situazione era diversa. Ma poi ci siamo conosciuti, abbiamo fatto amicizia e in questi anni abbiamo lavorato insieme contro la repressione. Paolo, quando io ero in carcere, ha manifestato per la liberazione dei tifosi laziali. Se il campionato non fosse fermo faremmo senz’altro uno striscione per lui. Capitava spesso – prosegue Toffolo – di incontrarci la sera nei locali. E mi ricordo una volta che avevamo fatto l’alba insieme in discoteca: è montato in macchina e mi ha accompagnato in trasferta Firenze, dove giocava la Lazio.
Un esempio di chi era Zappavigna (frequenti apparizioni nelle tv locali dedicate al calcio della capitale) e della pressione che la curva esercita sulla società puo’ essere l’episodio di Panucci: quando il terzino della Roma Panucci entrò in contrasto sia con l’allenatore Fabio Capello che con i tifosi, arrivando a rifiutarsi di entrare in campo dopo che il mister l’aveva tenuto in panchina, per rientrare in squadra dovette chiedere scusa non solo a Capello ma anche alla curva, rappresentata appunto da Zappavigna.
Durante Roma-Lazio interrotto causa presunta morte di un bambino, questo ultrà era anche uno degli ultrà scesi in campo a convincere i giocatori a non proseguire la partita.
Al funerale erano presenti anche giocatori e dirigenti della Roma calcio: oltre a Totti e Cassano anche Bruno Conti, Tempestilli..
Sento tanto parlare del matrimonio di Totti, ma non ho sentito nessuna presa di distanza del capitano della Roma da questi slogan fascisti, e nessun giornalista parlare di questo episodio. Come mai? [F. Baldisserri – https://www.magnaromagna.it] – Fonti: Il Manifesto (9 giugno 2005)
