Il blog del ministro dell’istruzione Fioroni, utilizzato praticamente solo in campagna elettorale, si rivela ottimo strumento per gli spammer e per chi cerca pornografia: ospita migliaia di link a siti hard per tutti i gusti
Se cercate link a siti porno il blog del ministro dell’istruzione per mesi ne ha ospitati oltre 3000, di tutti i gusti. Ora il sito è offline, ma la gaffe è incredibile, soprattutto pensando ai recenti anatemi dello stesso ministro contro Google e contro i siti web irresponsabili.
Il blog sta via via diventando uno strumento di comunicazione sempre più importante e diffuso, lo strumento cardine del nuovo giornalismo: chi è avanti legge sempre meno il quotidiano stampato a favore di una rassegna blog di informazione e di giornali online tramite RSS. Grazie a quest’ultimo è possibile ricevere sul proprio computer in tempo reale gli aggiornamenti gratuiti di decine o centinaia di blog e giornali: non ho più bisogno di comprarmi tutto il quotidiano, leggo solo l’articolo il cui titolo mi ha incuriosito. Oltre al nuovo tipo di informazione, il blog da a tutti la possibilità di essere protagonisti, indipendentemente dalle proprie possibilità economiche o dai propri agganci. Beppe Grillo ne è un esempio, grazie al suo blog può esprimere le sue idee che non trovavano più spazio in televisione.
Il futuro sarà sempre più informazione del blog, ma il presente è spesso moda del blog. Una conferma arriva dai tantissimi blog iniziati e poi abbandonati in rete. Un triste esempio sono molti blog di politici: nati prima delle elezioni, per comunicare con gli elettori e mostrare i propri risultati o i propri pensieri, spesso si sono arenati dopo le elezioni, o sono morti in partenza. Tra le caratteristiche identificative di un blog quella principale è il tempo di aggiornamento: un blog mai aggiornato è morto in partenza. Un esempio su tutti è il blog del ministro dell’istruzione Fioroni, fermo da marzo 2006, con soli 2 interventi. Sembra uno di quei blog aperti sulla scia della moda del blog, e poi abbandonati. Purtroppo per il ministro il suo staff si è completamente dimenticato del sistema dei commenti del blog (attraverso il quale ogni utente può commentare l’articolo, come potete fare voi cliccando sul tasto Rispondi che trovate a fondo pagina), con il poco invidiabile risultato di essere utilizzato dagli spammer per inserire commenti con link a siti vietati, e con le descrizioni hard che non lasciano dubbi.
Lo staff del ministro dell’istruzione ha lasciato aperti i commenti a tutti (non solo ad utenti registrati quindi) ma ha permesso anche il ping dei commenti: queste opzioni sono sì liberali, ma vanno utilizzate solamente in blog i cui proprietari ogni tanto controllano il proprio blog. Ora il sito è offline (chiuso, senza motivazione, anche se tutti sappiamo quale potrà essere dopo questa magra figura), ma fino a ieri era possibile per tutti inserire link pedopornografici sul sito di un ministro.
Visto il clima da crociata nei confronti dei nuovi mezzi di comunicazione di massa questa gaffe assume toni grotteschi: lo stesso ministro Fioroni si è scagliato contro Google perchè permetteva di trovare e vedere il video del ragazzo handicappato malmenato dai compagni di scuola, video caricato dagli stessi testimoni del fatto. Secondo il ministro Fioroni i motori di ricerca sono equiparabili ad una testata giornalistica, ossia il tramite diventa un soggetto attivo, come dichiarato dallo stesso ministro:
Non è pensabile che a fronte di un articolo o un servizio possa arrivare una querela ed una condanna al giornalista e al direttore della testata, mentre un sito o una tv non devono rispondere di quello che mandano in circolazione.
Ok, una regolamentazione è necessaria. La difesa di Google Italia circa l’omesso controllo sul video dell’episodio di bullismo è ridicola (i server che ospitano il video sono ubicati negli USA, quindi niente giurisdizione italiana), ma la crociata da censura cinese contro il mezzo di comunicazione è in atto. Mi chiedo se lo schermo Acer attraverso il quale un utente visualizza il video rende corresponsabile la stessa Acer… Tornando alle dichiarazioni del ministro:
Intendo tutelare i minori dall’accesso a tutto ciò che possa danneggiare la loro formazione e il loro sviluppo. È assurdo e ipocrita avere una censura sui film vietati ai 14 e ai 18 anni quando poi in Rete c’è di tutto e di più. Una regolamentazione è un prerequisito di civiltà e spero che l’Italia per una volta possa diventare di esempio
….
“Una Costituzione per Internet è positiva, ma troppo complessa: io mi limito a proteggere i minori. Che in Rete, mi perdoni il bisticcio, sono senza rete”
Mi perdoni il bisticcio, ma non si proteggono i bambini ospitando migliaia di link di quel tipo sul suo sito. E se Google è responsabile di omesso controllo, il suo blog è sullo stesso livello. Attenzione ai magistrati solerti!
[F.Baldisserri – www.magnaromagna.it] – Fonti: PeaceLin, Edit, pandemia.info
