Circola su Facebook un allarme circa la pratica di riutilizzare il latte scaduto poi ribollito, ovvero ritirato dai supermercati per poi rilavorarlo e rivenderlo nuovamente, tante volte quanto indicato sui numerini presenti nelle confezioni di latte. E’ una bufala. E questa volta non di latte…
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Il testo circolante su Facebook e riproposto da alcuni siti preoccupati solo di fare sensazionalismo:
Guardate quei numerini rossi.. ci avete mai fatto caso? Sapete cosa sono? La maggior parte di voi non lo sa e ve lo dico io. 1 2 3 4 5 6 sono i numeri di volte che la legge consente di riutilizzare il prodotto.
Il prodotto che ho preso é della semplice panna con scadenza nel 2014 prodotta alla fine 2012 quindi 2 anni di vita. Poniamo un esempio che nel negozio in cui era in vendita non la venda. Che fa ci perde soldi? Certo che no, la ridà indietro ed avrá in cambio una nuova. Lo scopo di questo gesto? Il prodotto verrá ribollito e pastorizzato ed ecco che sotto la confezione mancherá il numero uno così la catena puó continuare fino al numero 6. Cioé un prodotto puó anche avere ben 12/18 anni, sembra impossibile ma é una veritá nascosta! Detto questo, consiglio a tutti di guardare sempre sotto le confezioni, e se i numeri ci sono tutti il prodotto é nuovo altrimenti é stato riusato!”
Questa la notizia che gira da giorni su Facebook, diffusa da molti utenti, che ha fatto il giro del web. Purtroppo, stavolta non si tratta di una bufala! FATE GIRARE..
Ecco perchè è una notizia falsa
Intanto, è fondamentale sapere che ripastorizzare il latte scaduto è vietato dalla legge. Nessun produttore è di conseguenza autorizzato a fare questa pratica. E quindi cosa indicano quei numerini rossi sul fondo della confezione? Il significato varia a seconda del tipo di prodotto e di quale azienda lo produce, sono numero di controllo per rintracciare lo stesso prodotto o la fase della lavorazione. Nel caso del latte fresco pastorizzato viene indicato il numero del dosatore utilizzato per quel brick; nel caso del latte UHT a lunga conservazione, ovvero in questo caso specifico, indica il numero della bobina utilizzata durante la fase di stampa della confezione, come indicato dal produttore (Tetrapak). In Italia, nessuno può – per legge – ritirare del latte scaduto, rilavorarlo e poi immetterlo nuovamente sul mercato. Pertanto, sarebbe veramente stupido indicare sulla confezione la prova di questo atto illecito! In poche parole, se non puoi fare la ripastorizzazione del latte scaduto, perchè indicare sul brick quante volte l’hai fatto?
In sostanza si tratta di una notizia totalmente falsa, che tende a creare allarmismi ingiustificati (e magari contrazione degli acquisti), che “arricchisce” di visite solamente i siti che le fanno circolare su Facebook senza poi pubblicare smentite o verificandone il contenuto. Attenzione a condividere questi link che circolano sui social network. Fonti utilizzate per questa ricerca: Codacons di Torino, sito istituzionale Tetrapak.
