Isola del tesoro – Oak Island

Cosa nasconde il pozzo di Oak Island? Tante trappole e trabocchetti per celare da oltre 200 anni un segreto. Molte le leggende: dal Santo Graal sepolto dai templari al tesoro del Capitano Kidd.


In un giorno d’estate del 1795 un certo Daniel McGinnis, gironzolando per Oak Island, un’isola nella baia di Magone in Nuova Scozia (Canada), scoprì un’insolita depressione nel terreno, circondata da alberi tagliati in modo tale da dare l’impressione che fossero stati utilizzati come supporto per un sistema di cavi e pulegge. Poiché da tempo circolavano leggende a proposito di un tesoro sepolto dal pirata Capitan Kidd, Mc Ginnis e i suoi amici John Smith e Anthony Vaughan provarono a scavare. Con sorpresa, scoprirono che a sessanta centimetri di profondità una lastra di pietra celava un pozzo, chiuso da altre coperture in legno di quercia a tre e a sei metri di profondità. I tre amici – allora giovanissimi – non riuscirono a scendere oltre, ma si ripromisero di tornare con apparecchi e rinforzi. Ci riuscirono 8 anni più tardi, dopo aver formato una società, la Onslow Company, per sostenere le spese della ricerca. Questa volta arrivarono molto più in basso, superando sbarramenti di vari materiali disposti regolarmente ogni 3 metri. A 27 metri di profondità trovarono una pietra coperta da segni sconosciuti: si trattava di un semplice codice a sostituzione (a segni uguali corrispondono lettere uguali), che fu rapidamente tradotto:
“Forty feet below two million pounds are buried” ovvero “a quaranta piedi più in basso sono sepolti due milioni di sterline”
Ecco un’immagine dell’iscrizione originale:
iscrizione oak island
e questa la chiave per tradurla:
chiave iscrizione
Ma l’entusiasmo dei cacciatori di tesori fu di breve durata. pozzo oak islandScavando ancora misero in azione una trappola: da una galleria laterale comincio’ a uscire acqua di mare che riempì completamente il pozzo. La ricerca venne abbandonata nel 1804, e solo nel 1849 altri ricercatori ritentarono l’impresa, provandoci in tutti i modi ad aggirare questi ostacoli: scavando tunnel paralleli, gallerie in diagonale, ecc. ma senza ottenere risultati. Anzi, in alcuni casi qualche avventuriero morì annegato nel tentativo di riportare alla luce il tesoro. Ma in cosa consiste questo tesoro? Oltre a non essere accessibile, non è neanche chiaro chi l’abbia sepolto. Oltre alla leggenda del tesoro sepolto da Capitan Kidd, vi è anche l’ipotesi dei Vichinghi (ma non quadra con l’iscrizione), dei primi americani rivoluzionari (che avrebbero nascosto l’oro necessario alla guerra per evitare che cadesse in mano agli inglesi). Un’altra leggenda narra che addirittura il pozzo sia servito a Francis Bacon vi nascose i manoscritti che provavano che era lui l’autore delle opere attribuite a William Shakespeare. Infine, un’ipotesi più ardita ma più plausibile delle precedenti riguarda i templari. Dopo che Filippo il Bello, in combutta con il Papa, diede l’ordine di far uccidere tutti i templari (diventati troppo potenti e troppo ricchi, e con troppe terre). Fu un ecatombe, la fine dei templari, ad eccezione di un piccolo gruppo che – si narra – riusci a salpare dalle coste francesi in tutta fretta. Gli scritti dell’epoca narrano di questa partenza, ma non si sa nulla dell’approdo. Venti e correnti, oltre al panorama politico ostile in europa, indica che si siano diretti verso il nuovo mondo, ben prima di Colombo, ma forti della “certezza” che i vichinghi vi erano già giunti almeno 500 anni prima dello scopritore genovese. Spogliati delle loro terre, cosa avevano portato con loro in tutta fretta? Ce lo indica la loro missione principale: la protezione del Santo Graal, che sarebbe stato nascosto nel primo approdo sicuro (la Nuova Scozia) in modo da proteggerlo il più possibile anche nel caso che i pochi templari rimasti si fossero estinti.
Chiunque abbia creato il pozzo, è evidente come sia riuscito a proteggerne il contenuto con una serie di sbarramenti, trabocchetti, trappole e vari trucchi in grado di provocare i crolli nel pozzo (è successo) oppure allagamenti (è successo dopo aver rimosso una delle prime lastre), e arrivando anche a causare la morte dei curiosi esploratori. Secondo gli studi più recenti, grazie a sonde e trivellazioni, si è scoperta la presenza sia di osse umane, sia frammenti di pergamena e di metallo. A quella profondità non ci sono finiti per caso… Altri scavi sono in corso, ma negli ultimi 200 anni hanno prodotto solo il fallimento delle imprese che ci hanno provato. Sarà la volta buona? Se volete farvi un viaggio nell’isola del tesoro, Oak Island, questa piccola isola al largo del Canada, è un posto da visitare.. [www.magnaromagna.it – Fonte: Martyn Mistere – Aggiunte by F.Baldisserri]

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