Non potendo sospendere il reality girato in Libano, i giuristi sauditi hanno bollato lo spettacolo come “culturalmente e moralmente inappropriato” e lanciato una condanna verso i telespettatori che lo guarderanno via satellite
Star Academy è la versione araba del celebre reality Big Brother (italico Grande Fratello), viene trasmesso dal network libanese LBC, ed è arrivato alla terza edizione. Ed è un grande successo: raggiunge oltre 280 milioni di telespettatori del mondo arabo, e il vincitore dello scorso anno ha dovuto praticamente rinunciare alla vita pubblica perchè preso continuamente d’assalto da ragazzine isteriche che provocavano disordini pubblici.
Nonostante voglia essere una versione priva di coinvolgimenti amorosi (a differenza di altri reality arabi poi sospesi o subissati di critiche), dove i protagonisti devono diventare star dello spettacolo (cantano, recitano, il reality assomiglia vagamente alla trasmissione tv Amici di Maria de Filippi) il reality è stato subissato di critiche riguardanti la morale, nonostante i partecipanti siano rigorosamente separati per sesso e preghino regolarmente tutti i giorni.
In Arabia Saudita la religione è piu’ importante degli affari (i soldi arrivano dal petrolio, ndr) e l’elite religiosa, non potendo chiudere il programma trasmesso via satellite dal Libano, ha trovato una soluzione più comoda: lanciare una fatwa contro i fedeli che guarderanno il reality show e verso tutti coloro che aiutano a diffondere questo spettacolo inappropriato. Di conseguenza le compagnie telefoniche hanno dovuto sospendere il servizio di televoto (per votare si paga tramite addebito telefonico, come in Italia) per evitare delle ricadute negativo del loro marchio, come affermato dalla responsabile della compagnia telefonica Mobily: “Il programma mostra uomini e donne che vivono sotto un unico tetto, a volte quasi nudi e in situazioni sconvenienti [..] Certo, la decisione ci farà perdere denaro ma se non arrestiamo il servizio di voto via Sms ci saranno ricadute negative sul nostro marchio”. Una strategia di marketing indovinata dato che la maggioranza delle reazioni è in linea l’autorità religiosa: sul forum del canale tv Al Arabiya si leggono messaggi del tipo
“grazie alla compagnia telefonica Mobily e che Allah la ricompensi facendola diventare la più grande società di comunicazioni”.
Ottima decisione, perchè Star Academy e i programmi simili non fanno altro che succhiare denaro dalle tasche dei giovani del Golfo”.
Ma dove sono le loro famiglie? Che Allah guidi questi poveri ragazzi”
Anche il precedente reality show andato in onda aveva subito moltissime proteste: il reality “In onda insieme” riuniva delle ragazze nubili, e vinceva chi si dimostrava più brava nelle faccende di casa. Il premio? Un marito, selezionato anche in base al reddito. In Italia ci scandalizzeremmo senz’altro, ma nel mondo arabo queste proteste sembrano anacronistiche, come ben aveva fatto notare la vincitrice accanto al suo nuovo fidanzato: “Cosa c’è di strano? in fondo per tradizione le donne non scelgono da sè il loro futuro marito. L’unica differenza è che questa volta il fidanzamento è avvenuto in televisione”.
Musulmani all’ascolto quindi fate attenzione: se fate zapping, intercettate per caso il reality incriminato e vi addormentate davanti alla tv… sappiate che state infrangendo la fatwa (=editto religioso) [F.B. – www.magnaromagna.it]
