Fondatore di gruppo evangelico USA consiglia a Bush di uccidere il presidente del Venezuela
Pat Robertson, predicatore della chiesa evangelista e fondatore del gruppo cristiano Christian Coalition, ha consigliato un metodo veloce quanto risolutivo al presidente degli USA George Bush per risolvere i problemi con il presidente del Venezuela Chavez: ucciderlo.
Le colpe di Chavez, a capo del quinto paese esportatore di petrolio al mondo e principale fornitore degli USA, derivano dall’essere poco malleabile dall’amministrazione americana, populista, in buoni rapporti con Cuba (a discapito dell’embargo imposto dagli Stati Uniti) e critico nei confronti della politica di Bush.
Secondo l’evangelico predicatore Robertson (ex-candidato alla Casa Bianca e a capo del movimento che ha sostenuto e finanziato l’elezione di Bush), il presidente del venezuela sta trasformando il suo paese in una base per “l’infiltrazione comunista e l’estremismo musulmano [..] è più facile un’operazione segreta che un’altra guerra da 200 miliardi di dollari per liberarci di un dittatore”.
Mi chiedo che differenza c’è tra un capo religioso musulmano che vuole combattere con l’estremismo ciò che è diverso dal suo mondo, e questo capo religioso cristiano che vuole combattere con l’estremismo ciò che è in contrasto con gli interessi espansionistici del proprio paese. Differenze poche, un punto in comune: utilizzare solo la parte dei testi sacri indirizzandoli verso i propri fini.
La replica del vicepresidente venezuelano Rangel alle dichiarazione fatte in televisione da parte del predicatore riassume chiaramente la situazione: “E’ una grande ipocrisia combattere il terrorismo e fare dichiarazioni del genere” [F.B. – www.magnaromagna.it]
citazioni riportate da La Stampa del 24/08/05
