La popolare rivista per uomini tenta di sfondare in India, ma le donne in copertina saranno vestite per non offendere la religione indù. Ma le proteste in India non mancano.
PlayBoy torna alle origini e ritenta la sfida. Si presentò all’america puritana di metà secolo scorso con belle donne ammiccanti e parzialmente svestite riscuotendo sì molte proteste ma anche un enorme successo. Ci riprova nell’India del nuovo millennio dove esiste ancora il tabù del nudo in pubblico.
Anche se la celebre rivista non presenterà donne senza veli (anzi, sarà proprio un gioco di veli a renderle invitanti e desiderate), le proteste di matrice moralistica-religiosa sono già roventi: “E’ un tentativo di distruggere la nostra cultura” ha sentenziato senza mezzi termini il consiglio nazionale religioso in seguito all’annuncio della PlayBoy Enterprises, prendendo le distanze dalla visione occidentale del sesso: “.. è una cosa cui noi non attribuiamo la stessa spasmodica importanza degli occidentali”.
Saranno conigliette vestite, belle ed invitanti a tentare di affermare la nota rivista nel mercato indiano. Questa volta la sfida appare più ardua ma allo stesso tempo più appetibile per la PlayBoy Enterprises. Negli anni ’60 si scontravano con un’america puritana dove cominciavano a fare breccia le fotografie in costume di Marilyn Monroe, resistendo a feroci critiche soprattutto grazie al successo di copie vendute. Diventata poi una sorta di icona (in grado di lanciare belle donne nel mondo dello spettacolo) ha subito un calo negli anni di internet e del softcore/hardcore online. Di conseguenza la ricerca di nuovi mercati. Il mercato indiano è molto grande ma ha l’ostacolo delle restrizioni religiose: nonostante sia il paese del kamasutra, il paese è ancora restio alle immagini pubbliche di nudi.
Un vecchio detto pubblicitario recita “non è come se ne parla, l’importante è che se ne parli”. La polemica suscitata in India è già una campagnia pubblicitaria, e avere una copia di PlayBoy (anche solo clandestina agli inizi) sarà il primo passo per rendere la rivista un’icona anche in India… [F.B. – https://www.magnaromagna.it]
