Nell’anno dell’unità d’Italia ecco una serie di scherzi e goliardate a tema. Ci ha pensato il gruppo dei miei amici ad ideare le zingarate. Dopo gli scherzi per l’addio al celibato, in cui il qui presente povero sposo ha davuto cimentarsi in una caccia al tesoro lunga 4 giorni, alla ricerca di indizi e oggetti da ritrovare viaggiando per tutta la romagna e con le temutissime penitenze finali, e dopo la venuta degli unni e degli altri romagnoli in terra di sicilia per completare la spedizione goliardica, con tanto di controserenata romagnola in risposta alla serenata sicula, a distanza di poco più di 1 anno il gruppo degli “amici” si ricompatta per una zingarata: viaggio romagna-sicilia-romagna, per rievocare le gesta dei garibaldini che partirono dalla sicilia per unificare il paese.

In breve i Nostri si sono travestiti da compatrioti garibaldini, e in camicia rossa, foulard e cappello risorgimentale si sono presentati in aeroporto, con tanto di altoparlante che poteva emettere a volume da stadio la suonata di tromba garibaldina. Occorrente per la zingarata: camice rosse, berretti rossi, bandiera italiana, megafono con registratore. Questa tenuta, nell’anno dei 150 anni dell’unità italiana, vi permette di poter correre, cantare e far casino con una sorta di scudo (il rispetto per la bandiera?!?). E così i nostri, tra sguardi stupiti e divertiti dei presenti nell’aeroporto di Bologna, hanno preso un aereo low cost per partire al mattino presto e far rientro la sera. La classica zingarata. La spedizione è stata preparata in gran segreto, anche se ovviamente in paese lo sapevano tutti. La zia dell’avvocato Paolo lo ha chiamato il giorno prima per chiedere se andava in sicilia. “E’ un segreto, te l’ha detto mia mamma?” “No, ne parlavano al supermercato…” Comunque la segretezza svelata in paese è rimasta tale per la “vittima” dello scherzo, l’ignaro sottoscritto che mai si aspettava quanto sto per narrare. Intanto, per scherzi da fare con viaggio in aereo, bisogna sempre considerare i limiti della sicurezza in aeroporto: al gruppo è infatti stata sequestrata una tromba, in quanto “oggetto idoneo a far rumore”. Grazie, è una tromba. Però – stranamente – il megafono in bella vista ha passato i controlli. Sul volo ecco un’idea per uno scherzo da fare in aereo. Attenzione: tutti gli scherzetti in aereo, seppur innocenti, sono “rischiosi” in quanto il personale potrebbe non essere in vena di scherzi e prendere il proprio lavoro come una missione antiterroristica. Scherza con i fanti, ma lascia stare i fanti. E le hostess. In pratica, saliti a bordo di un volo low cost Ryanair i nostri garibaldini – mentre la hostess passeggiava lungo il corridoio per contare i passeggeri – hanno iniziato a contare anche loro. Morale: la hostess si confondeva e doveva ricominciare a contare. Si è incavolata e ha minacciato di far scendere dall’aereo il gruppo dei goliardici. E così il viaggio è stato utile per dormire. Sbarcati in terra di sicilia il gruppo ha fatto capolino a Marsala, dove ha rievocato il passaggio della spedizione dei 1000. Sfortuna ha voluto che, dopo un inverno mite e tanti giorni di bel tempo, proprio il giorno della zingarata si è scatenato Giove Pluvio, con onde che sembravano tsunami. Quindi, se organizzate uno scherzo, tenete in conto le avversità del tempo: i nostri baldi giovani si aspettavano di trovare già l’estate in sicilia e alcuni stoici garibaldini erano vestiti solo con camicia (rossa) e sotto il vestito niente.. Ma arriviamo al clou: l’arrivo in quel di Sciacca, dove si è trasferito il sottoscritto, a cui il gruppo voleva rendere omaggio. Piccola premessa: sono da poco diventato papà, e proprio la notte prima è stata una di quelle insonni. La piccola, il temporale. E così, quando quella domenica mattina, una voce d’altoparlante in lontananza faceva rumore, ho pensato all’arrotino. Poi quel “rumore” indistinto si è trasformato nella tromba garibaldina che chiama alla carica. E così ci affacciamo, assonnati, alla finestra: giù dalla strada che porta nella mia magione pareva esserci un’orda di barbari. Comunisti. No camicie rosse. Minchia i garibaldini romagnoli!? E così mi ritrovo in giardino quelle furie romagnole, quegli amici di sempre che mi hanno fatto la sorpresa. Sorridenti e goliardici come sempre. Ma con un po’ di fiatone. Ah già! Non avendo mai visto casa mia si sono basati su informazioni vaghe e tendenziose. Morale: per nascondere l’auto credevano di aver parcheggiato a un centinaio di metri dall’obiettivo. E invece si trovavano a 2 km! Fatti ovviamente di corsa, alla garibaldina, sventolando l’italico bandierone, con arrivo in fiatone. Il gruppo dei goliardici romagnoli ha omaggiato il qui presente sicul acquisito con dei prodotti tipici romagnoli: una tutina e un bavaglino per la nuova nata con bella scritta evidente “furia romagnola”. E una divisa da garibaldino per me, con cui ho dovuto girare per la città insieme al gruppo, che non perdeva occasione di lanciarsi in cariche e grida patriottiche garibaldine e a dare “spiegazioni” ai vecchietti locali straniti per la strana presenza. La risposta è stata con prodotti tipici locali: una bella mangiata di pesce, una granita dallo storico “zio aurelio” e rifornimento di cannoli prima del rientro in giornata con il volo di ritorno. Nel video potrete “gustare” i goliardici amici, che ringrazio per l’ennesima volta: Andrea, Derek, Fabione, Federico, Ivan, Massimo, Michele, Paolo, Fabio. Dopo la vostra ripartenza qui la tempesta se ne è andata, è tornato il sole, e hanno chiuso l’aeroporto (di Trapani) causa guerra. Appperò!
Ecco il video della spedizione dei 1000 – 992 (ovvero gli 8 goliardici). Dal minuto 7.30 la discesa garibaldina con fustigazione:
