Ingegneri da ridere

Umorismo & ingegneri: quando l’ingegno non c’entra niente. Alcune divertenti storielle sugli ingegneri


Scatolette di carne
Un ingegnere, un fisico e un matematico sono rinchiusi ognuno in una stanza con una scorta di scatolette di cibo, ma senza apriscatole. Dopo un mese le porte delle tre stanze vengono aperte. L’ingegnere e’ bello grasso e tutte le scatolette sono state aperte. Alla richiesta di come abbia fatto, risponde che ha usato la fibbia della cintura per farsi un apriscatole. Anche il fisico se l’e’ cavata: circa la meta’ delle scatolette e’ stata aperta. La sua risposta alle domande dei ricercatori e’ un lungo panegirico a base di “Applicando il vettore forza alla…”, “considerando l’energia potenziale del contenuto della scatoletta…”. Comunque in realta’ le scatolette sono state aperte a furia di botte sul muro. Infine e’ aperta la porta della stanza del matematico: questi e’ paurosamente magro e denutrito; tutte le scatolette sono chiuse. Il poveraccio ne tiene una nella mano rinsecchita e la regge a pochi centimetri dal viso, la fissa con occhi spiritati e mormora: “Supponendo, per assurdo, che sia aperta…”.

L’isola dell’ingegnere
Un giovane durante una crociera naufraga su di un’isola deserta. Nessun abitante e per cibo solo banane e noci di cocco. Dopo alcuni mesi, mentre e’ disteso sulla spiaggia, stanco e disperato, vede avvicinarsi una canoa con a bordo una donna bellissima e sensuale. Incredulo il ragazzo le chiede da dove arrivi e come abbia fatto ad arrivare fino a li’.
“Vengo da un’isola vicina dove sono naufragata alcuni mesi fa”.
“Sei stata veramente fortunata a trovare una barca” le dice il ragazzo.
E la donna: “Oh questa? L’ho fatta con materiali che ho trovato sull’isola: i remi sono i rami dell’albero della gomma, ho intrecciato la parte inferiore con i rami delle palme, ed i lati e la chiglia li ho fatti da un albero di eucalipto”.
“Ma e’ impossibile” balbetta lui “non avevi attrezzi a disposizione”.
“Oh, quello non era un problema. Sull’isola ho trovato uno strato di roccia ricco di ferro. Ho scoperto che dandogli fuoco e portandolo ad una certa temperatura, si trasforma in duttile ferro forgiabile. Ho usato quello per costruire gli attrezzi, e gli attrezzi per procurarmi il materiale per la barca”. Il ragazzo e’ sbalordito. “Remiamo fino al mio posto” dice la donna.
Cosi’, dopo pochi minuti, attraccano ad un piccolo molo, e, con fare da marinaio esperto, la donna lega la barca con una corda di canapa intrecciata, mentre il ragazzo a momenti non cade in acqua dallo stupore. Infatti, oltre al molo, di fronte a lui c’e’ un sentiero in pietra che porta ad un delizioso bungalow dipinto in blu e bianco. Una volta entrati, la donna dice con malizia: “Non e’ molto, ma io la chiamo casa. Perche’ non ci sediamo e prendiamo un drink?”.
“Oh no, grazie -risponde stizzito- non ne posso assolutamente piu’ di altro latte di cocco”.
“Ma non e’ cocco. Ho un alambicco con cui preparo dei liquori! Cosa ne dici di una pina-colada?”
Provando a nascondere il sempre maggiore stupore ed imbarazzo, l’uomo accetta di buon grado. Quindi iniziano a parlare, ed una volta che si sono raccontati le loro storie la donna annuncia provocante: “Vado a mettermi qualcosa di piu’ comodo. Perche’ non vai di la’ a farti una doccia ed a raderti? C’e’ un rasoio nell’armadietto”.
Senza fare altre domande, l’uomo si reca nel bagno, dove oltre ad una doccia, trova anche il rasoio, fatto con un manico in osso e un pettine artigianale ma funzionante. “Questa donna e’ incredibile, meravigliosa. Chissa’ quale sara’ la prossima sorpresa!”.
Quando ritorna, la donna e’ stesa sul letto, praticamente nuda e coperta solo di fiori profumati. Lei lo invita a sederle accanto: “Dimmi, siamo stati qui in isole deserte per molto tempo. Tu sei stato solo, io sono stata sola. Sono sicura che c’e’ qualcosa che vorresti fare adesso, e che non hai potuto fare per tutti questi mesi. Adesso puoi…” ed una luce brilla nei suoi occhi.
Il ragazzo non puo’ credere a quello che sta sentendo. Il suo cuore incomincia a battere forte, si sente veramente fortunato: “Vuoi… vuoi dire che… dopo tutto questo tempo… vuoi dire che posso realmente… controllare la mia e-mail da qui ???”

La favola della rana e dell’ingegnere
Un ingegnere sta camminando leggendosi l’ennesima specifica tecnica, quando incontra una rana che parla. La rana gli dice: “Ciao! sono una bellissima principessa, un maleficio mi ha trasformata in una rana, se mi dai un bacio, tornero’ ad essere una donna, e ti saro’ MOOOLTO riconoscente.” L’ingegnere si ferma, la guarda, la prende e se la mette in tasca. Al che, la rana dice: “Ehi, non mi hai capito! Se mi dai un bacio, mi trasformero’ in una donna bellissima, e sono anche principessa, potrei essere davvero molto riconoscente e cambiare la tua vita.”
L’ingegnere sorride e se la mette di nuovo in tasca. La rana strilla: “Ma sei sordo? O sei timido? Devo essere piu’ esplicita? Bene, sono una principessa, sono mora, ho la 5 misura, faccio dei pompini che ti ingoio anche le palle delle ginocchia, lo prendo ovunque, ho praticato di tutto e di piu’ nelle segrete del mio castello, se mi baci e mi fai tornare una donna ti do’ delle notti che non immagini!”
L’ingegnere la guarda, sorride, e se la rimette in tasca. Al che la rana inizia a spazientirsi. “Aho’, ma che sei sordo? Ti ho detto che sono mora, 5 misura, fisico da urlo, faccio tutto, faccio delle pompe da svuotare la diga di Assuan, che te la do’ per tutto il tempo che vuoi se solo mi dai un bacio… Va bene che una rana e’ repellente, ma mi sembri un attimo imbranato, si puo’ sapere cosa vuoi? Se mi hai messa in tasca qualcosa che ti piace di me ci sara’, no? Dimmelo, dai!”
L’ingegnere la guarda, e poi dice: “Senti, io sono laureato in ingegneria. Per me il sesso te lo puoi anche tenere… Ti puoi tenere pure i soldi…. Non mi interessano i titoli nobiliari, ne’ il tuo castello………… ma avere una rana che parla e’ una figata!” www.magnaromagna.it

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