Scherzi per addio al celibato – Parte 2 – Le penitenze

..eravamo arrivati alla preparazione dell’addio al celibato. O meglio, alla conclusione della caccia al tesoro, durata 4 giorni, che il malcapitato nubendo (ovvero io) ha dovuto cercare per 4 giorni degli oggetti particolari o realizzare situazioni particolari: fotografarsi insieme ad un prete mentre sfoglia PlayBoy, cercare degli indizi nascosti dentro ad un eremo, ricostruire password per accedere a pagine protette, realizzare una scritta auto flagellante e realizzare un autoscatto nel bel mezzo di una via trafficata e tante altre cosette amene organizzate dagli “amici” . Un tour per mezza romagna. E se considerate che nel mezzo si doveva “ritagliare” il tempo per andare dal sarto per il vestito, cercare le scarpe da cerimonia, capite l’affanno della corsa. Orbene finalmente la sera prima della giornata dell’addio al celibato si arriva al termine della caccia al tesoro: l’ultima busta stata aperta, e la password composta. Una volta aperta la pagina protetta ecco la lista della spesa, ovvero tutte le cose da portare l’indomani all’addio al celibato. Ovviamente per ogni cosa che mancava sarebbe toccata una penitenza. Si prospettava un bel sabato sera, soprattutto vedendo l’elenco di cose da portare. Ve ne elenco qualcuna, utile per spunti goliardici…

  • Un carrarmatino marro’
  • L’obiettivo irraggiungibile: questo era un obiettivo del risiko “modificato” circa 20 anni fa, in cui per vincere oltre a conquistare mezzo mondo bisognava anche farsi una ragazza non proprio bella (dicesi trombone).
  • La stampa del profilo delle 10 fighe migliori che hai tra le amiche di Facebook
  • Quelo
  • 1 bottiglia di sangiovese dell’Imperatore
  • 1 pennello “Cinghiale” da barbiere
  • 2 bandane di Laura Pausini
  • Autoscatto davanti alla grotta di Sant’Antonio: magari dirmelo prima, quando ci sono stato (è a 50km)!
  • Un’audiocassetta con la canzone “L’autoscatto” di Titta e le Fecce Tricolori (pensiamo di usarla poi come marcia nuziale) Seeee
  • Una mail di Rakkettino in Italiano (è un ragazzo italiano trasferitosi in Giappone tanti anni fa e che non si ricorda più neanche il dialetto..)
  • Pinne, fucile ed occhiali
  • 1 catamarano: comodo
  • La patente di Canino (se ce le fai sei un mito). Ovvero la patente di un ragazzo a cui è stata sospesa per un anno…

E così il sabato sera passato a realizzare una copia di “Quelo”, a stampare un improbabile etichetta di un vino raro dell’imperatore (che poi ho appiccicato su una bottiglia di un vinaccio regalatami tempo addietro e ora forse diventato aceto), a pitturare un carro armato del Risiko di un colore improbabile, a raccattare le altre cose richieste, alcune delle quali impossibili per vari motivi (tra questi anche il fatto che gli “amici” sapevano di detenere loro!). E quindi dopo 4 giorni di caccia, e una nottata spesa a tamponare le mancanze pena penitenze me ne vado a letto.. per 2 ore di meritato riposo!

L’indomani, giorno dell’addio al celibato. Già temevo uno scherzetto classico allo sposo: dargli appuntamento alle 7 per poi presentarsi alle 10. Non l’hanno fatto, ma forse sarebbe stato meglio! Ero in pasticceria ad aspettarli, avevo bisogno di caffè, e così ordino brioche e cappuccino. Appena sfioro la brioche eccosi materializzare tre brutti ceffi (Federico, Massimo, Fabio), con facce… ecco, sadiche è la parola giusta. Un po’ di stupore nel bar, poi per me il buio: incappucciato, ammanettato e portato via a forza, mentre qualcuno (sicuramente Federico) mi frustava. Sentivo solo le risate nel bar e.. le frustate! E’ bruttissima la sensazione di essere gettati in auto come un sacco. E le manette fanno male, anche se sono ricoperte di pelo… Ecco l’arrivo dello sposo incappucciato

allegro sequestro
Gli amici mi liberano in un piazzale (Class Hotel di Faenza) dove hanno preparato un gioco a premi.


Il problema è che il premio è.. niente, ma se non vinco mi depilano sul posto! Quindi tornando al tema degli scherzi da fare allo sposo: giochi con penitenza. In questo caso gli “amici” hanno organizzato una coreografia semplice fa efficace. Fabio tiene in mano un specie di “ruota della fortuna”, realizzata in cartone, con una freccia ruotante e tante caselle. La particolarità sta in queste caselle, che indicano braccio, gamba, stinco, barba, interno coscia, ano… Insomma, se sbaglio devo girare la ruota e subire la depilazione “a strappo” immediata sulla parte risultate. E con il cerimoniere Paolo ad elencare le cose che dovevo portare si inizia lo show, con Michele pronto ad azionare lo stereo con gingle “Gira la ruotaaaa” e Massimo pronto con le striscie depilanti. Ecco qualche video dello show

Finito questo giochetto (che mi lascerà con chiazze bianche sulla peluria) Derek mi munisce di sveglia di sua invenzione: è un contaminuti, con tanto di cuoricino, che al suo scadere (non è dato sapere ogni quanto) mi obbligherà all’azione descritta sulle magliette che mi fornisce Ivan. Ed è subito il momento di provare la prima maglietta: “Free hugs”, ovvero “abbracci liberi”. Quando suona la sveglia devo abbracciare chi capita (ovviamente sconosciuto) per almeno 2 minuti. Driiin, e così mi avvento su una famiglia a portata di mano: bimbo e papà si fanno abbracciare, ma la nonnina cerca di allontanarsi usando una scusa “mio marito è geloso”. Mitica! Beh, come darle torto: vedere uno sconosciuto che ti chiede di abbracciarti… chissà che avrà pensato. Ma questa è solo la prima delle situazioni “imbarazzanti” che gli “amici” hanno preparato con dovizia di particolari. E così, vestito da “abbracci liberi”, con una sveglia al collo, e con qualche chiazza di pelo in meno, partiamo alla volta di Cesena, per la seconda tappa della giornata… [segue..]

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