Circola questo appello via email che vi mette in guardia circa una truffa realizzata tramite un pacco che vi viene inviato in contrassegno.
Ecco una versione dell’appello:
Se vi arriva a casa un plico proveniente da ‘Incass.Comunale dei Contribuenti – Via Piave 61 – Roma’ contenente ‘Documenti – Assegno Remboursement’ non ritirarlo perchè NON si tratta di rimborso fiscale o cose del genere ma soltanto cartaccia.
Il problema sta nel fatto che la busta viene consegnata direttamente dal postino che richiede il PAGAMENTO di 10,33 euro. E’ una truffa segnalata da Altroconsumo. QUEL PLICO NON E’ DEL FISCO L’allarme arriva dall’Agenzia delle entrate: sono attualmente in circolazione plichi postali che possono essere scambiati per comunicazioni del fisco, ma che invece servono solo a spillare soldi a chi li riceve. La fregatura funziona cosi: il postino recapita una busta che riporta in evidenza le scritte ”Documenti…Importanti” e ”Assegno Remboursement”, il cui mittente e una fantomatica Incass.Comunale dei Contribuenti, via Piave 61, 00187 Roma.
Il ritiro avviene per contrassegno: il postino consegna al destinatario il documento solamente dietro pagamento di 10,33 euro. Chi accetta, pensando che si tratti di un rimborso fiscale o di un’importante comunicazione, rimane deluso. All’interno della busta ci sono infatti solo fogli privi divalore, rispetto ai quali il fisco è, naturalmente, totalmente estraneo. Se vi arriva un plico di questo genere, non pagate e non ritiratelo.
Attenzione: l’appello antitruffa è vero. E’ la stessa Agenzia delle Entrate ad avvisare del pericolo:
Poichè si tratta di un’operazione fraudolenta priva di qualsiasi legame con l’attività dell’Agenzia delle Entrate, si invitano i contribuenti destinatari a non ritirare tale corrispondenza e, qualora ciò fosse già avvenuto, a segnalare la truffa alla Procura della Repubblica o alla Polizia Postale.
Attenzione, è una truffa quindi, che cerca le sue vittime soprattutto tra anziani e persone disinformate.
Come intuire la truffa?
Se non disponi di un accesso ad internet che ti permetta di cercare tra i comunicati degli organi competenti, ecco l’elemento per sospettare del raggiro: quando il fisco ci scrive per chiederci dei soldi (ahinoi) usa un linguaggio burucratico oppure pomposo o quello che volete, ma non ci scrive in francese! Una agenzia delle entrate o un servizio di incasso italiana utilizza esclusivamente parole italiane nell’indirizzo esterno (e nell’oggetto)
Come consiglia Altroconsumo “se vi arriva un plico di questo genere, non pagate e non ritiratelo. In caso siate già caduti nella trappola, segnalate al più presto la truffa in procura o alla polizia postale.”
Conclusione: i cosiddetti furbi ci provano sempre e bisogna fare attenzione, ma in molti casi basta informarsi oppure stare semplicemente attenti. E se vi arriva un pacco di dubbia provenienza (e da pagare in contrassegno come in questo caso), nessuno vi obbliga a ritirarlo subito, prendetevi il tempo che vi serve per controllare. [Ricerca by Franco dr. Baldisserri – https://www.magnaromagna.it]
Fonti: webdre.finanze.it/Comunicati/PlicoFrodeContrib.htm, www.altroconsumo.it
