Tsunami giuridico: in Australia alcune isole sono state cancellate per evitare la concessione del diritto di asilo

Secondo Amnesty International nel 2003 uno sbarco di 14 clandestini curdi provenienti dalla Turchia e della successiva richiesta di asilo politico ha spinto il governo australiano ad una semplice quanto clamorosa decisione per dissuadere nuovi sbarchi di immigrati: la cancellazione di migliaia di isole dai confini nazionali.

Infatti secondo la legge australiana chiunque tocchi il suolo giuridicamente di competenza dell’australia puo’ fare richiesta di asilo politico. Sottraendo le isole alla giurisdizione del governo di Canberra, tutti gli immigrati che sbarcheranno nelle isole periferiche oceaniche non potranno piò chiedere asilo politico. Le isole escluse dalla giurisdizione sono considerate una classica “zona di migrazione”, tra le quali Melville (isola dello sbarco dei 14 curdi) e altre 3000 isole.

Nel caso australiano la trovata giuridica se da un lato vuole scoraggiare lo sbarco dei clandestini (sempre che questi siano a conoscenza del cavillo giuridico in questione), dall’altro inasprisce la condizioni di tanti immigranti che vengono a trovarsi senza possibilità di cercare immediatamente la via legale per la cittadinanza, col rischio di finire immediatamente in prigione (in Italia si va nei cosiddetti centri di smistamento) perchè senza documenti validi. Infatti diverse decine di detenuti sono stati trattenuti per mesi nei centri di detenzione governativi in Australia, Nauru e Papua Nuova Guinea, dopo essere stati riconosciuti come rifugiati, ma in attesa dei controlli di sicurezza. Il rischio, denunciato anche da Amnesty International, è il carattere automatico e indiscriminato del provvedimento di detenzione, la sua durata potenzialmente indeterminata e l’assenza di controllo giuridico sulla legalità della detenzione.

Paragonato al nostro paese, sarebbe come se Pantelleria non fosse più considerata sotto la giurisdizione italiana, e quindi tutti gli immigrati clandestini che sbarcano nell’isola – che al momento ne hanno diritto – non potrebbero chiedere asilo politico. Mi sorge un dubbio giuridico: se l’isola fuori giurisdizione si proclama indipendente cosa puo’ arrogarsi la ex madre patria? E se i profughi decidessero che quell’isola rifiutata è la loro? [F.B. – www.magnaromagna.it]

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